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Rifugiati nella caserma dell'Onu centinaia di stranieri aspettano di partire da Tiro

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Rifugiati nella caserma dell'Onu centinaia di stranieri aspettano di partire da Tiro

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Impantanate in una caserma dei caschi blu di Tiro, nel sud-est del Libano, centinaia di persone restano in attesa di sapere quando potranno lasciare il paese. Da giorni la loro città è nel mirino dell’aviazione israeliana e in tanti hanno dovuto abbandonare le case, ormai non più sicure. Per le strade si incontrano famiglie stipate sulle auto, dalle quali a volte viene sventolata una bandiera bianca.

“Spero che l’Onu mi tiri fuori da qui. Spero di andare in Germania. Non so se e come ci potranno aiutare”, dice una cittadina tedesca alla ricerca di un modo per uscire dal Libano. Un problema che accumuna più di 30.000 persone, in fuga verso la Siria, insieme ad altri 70.000 cittadini stranieri. Cifre che fanno temere una catastrofe umanitaria. Arrivano intanto i primi aiuti dall’estero. Dal Kuwait è partita una colonna di 17 autotreni carichi di 240 tonnellate di viveri. Altre 520 tonnellate sono attese via mare nei prossimi giorni.