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Intervista ad Abdullah Gül, ministro degli esteri turco

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Intervista ad Abdullah Gül, ministro degli esteri turco

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I nuovi assetti del mercato energetico mondiale sono una manna per la Turchia. Ne è convinto Abdullah Gül, ministro degli esteri turco, che ha rilasciato un’intervista a EuroNews. Era il giorno dell’inaugurazione di un nuovo oleodotto, di enorme importanza per la diversificazione delle forniture all’Europa. Tra il gigante russo e l’instabile vicinato medio-orientale, l’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan apre quella che in Turchia hanno definito “via della seta del XXI secolo”

EuroNews:
Con questo oleodotto, la Turchia sviluppa legami nuovi con il Caucaso e l’Asia centrale. Quali sono le conseguenze sulla politica estera turca?

Abdullah Gül
Ha ragione. Si tratta di un progetto veramente strategico. Forniremo un milione di barili di petrolio al giorno. È un grande progetto, dalla notevole importanza strategica. E non arriverà solo il petrolio del Caucaso qui, ma anche quello dell’Asia centrale, e in realtà questo percorso è già stato attivato.
Il petrolio del Kazakhstan sta per essere immesso in questo oleodotto, e commercializzato qui.

EuroNews
In un quadro generale di politica estera, non si tratta di uno spostamento ad est per la Turchia?

Abdullah Gül
No, in effetti stiamo facendo dialogare i continenti. Non solo a Istanbul con il ponte, ma anche qui, noi connettiamo l’est e l’ovest. Facciamo dialogare l’Asia centrale con l’Occidente, qui. Ecco perché è un progetto di importanza strategica.

EuroNews
La Russia, grande fornitore di petrolio, è un concorrente o un alleato per la Turchia?

Abdullah Gül
La Russia è un alleato. Come sa, riceviamo petrolio anche dalla Russia, c‘è il progetto della “Blue Stream”, che sta funzionando molto bene, dalla Russia e il mar Nero alla Turchia. Quindi, la Turchia è un vero terminale per l’energia. Dall’est all’ovest, dal nord al sud e anche dal sud al nord: il gas egiziano sta per essere connesso alla rete turca.

EuroNews
Il nuovo ruolo della Turchia in campo energetico può influenzare i negoziati con l’Unione europea?

Abdullah Gül
Prima di tutto, quando si fa uno studio d’impatto per la Turchia, si nota l’importanza dell’energia, e anche il ruolo della Turchia risulta molto importante. L’Unione europea sarà più tranquilla e la domanda d’energia europea potrà essere soddisfatta in modo più sicuro grazie alle rotte turche. E penso che questo sia molto importante.

EuroNews
L’avvio dei negoziati per l’adesione all’Unione europea sembra difficile. Bruxelles ha un atteggiamento critico su temi come Cipro o la libertà d’espressione. Come risponde a quelle critiche?

Abdullah Gül
Quela di Cipro è una questione diversa. Ma abbiamo avviato i negoziati d’adesione ed abbiamo completato – penso piuttosto bene – la parte delle verifiche preliminari. Restano tre o quattro capitoli in sospeso, ma questo processo si è svolto bene.
Conosciamo bene le nostre responsabilità, faremo quello che dobbiamo fare, il processo di riforme continua in Turchia: riforme economiche e democratiche.

EuroNews
E le ultime critiche sul codice penale e la libertà di parola?

Abdullah Gül
In Turchia ci si può esprimere liberamente, e finora non c‘è nessuno in prigione per questo. Abbiamo modificato la Costituzione, abbiamo riformato le leggi, e si può liberamente esprimere la propria opinione.

EuroNews
Secondo lei, la Turchia entrerà prima nel G8 o nell’Unione europea?

Abdullah Gül
Si tratta di piattaforme diverse. Abbiamo già avviato i negoziati con l’Unione europea, e quindi ci concentriamo su questi e sono certo che supereremo le difficoltà. Siamo molto attenti, e sappiamo bene cosa dobbiamo fare. E continueremo su questa strada.