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Messico, continua la protesta contro il risultato elettorale

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Messico, continua la protesta contro il risultato elettorale

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Di nuovo manifestano, e più numerosi della settimana scorsa, i sostenitori di Andres Lopez Obrador, il candidato del centrosinistra sconfitto di misura alle scorse elezioni presidenziali in Messico. Le centinaia di migliaia di dimostranti, forse un milione secondo fonti locali, contestano i risultati ufficiali dello spoglio, che hanno assegnato la vittoria al conservatore Felipe Calderon, con un margine di meno dell’un per cento. Dopo aver invitato i suoi elettori a una pacifica resistenza civile, Lopez Obrador ha chiesto che vengano riconteggiate, una a una, tutte le schede votate.

“Da questa piazza mi deriva la certezza assoluta che se verrà disposto il riconteggio dei voti, avremo il modo di dimostrare che abbiamo vinto in modo pulito, legale e legittimo, le elezioni del 12 luglio”, ha detto Obrador, che è stato sindaco di Città del Messico. Lo stato di incertezza sulla massima carica del potere politico messicano è destinato a durare almeno fino ai primi di settembre, quando, a inchieste ufficiali concluse, il tribunale elettorale potrà proclamare il candidato risultato eletto.
Secondo un sondaggio del quotidiano “Reforma”, la maggioranza dei messicani sarebbe però contraria a un riconteggio di tutte le schede.