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L'offensiva israeliana in Libano serve anche a rassicurare la popolazione dello Stato ebraico, che negli ultimi mesi aveva cominciato a dubitare della potenza del suo esercito

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L'offensiva israeliana in Libano serve anche a rassicurare la popolazione dello Stato ebraico, che negli ultimi mesi aveva cominciato a dubitare della potenza del suo esercito

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Come ha riportato la stampa locale, i rapimenti dei soldati e i razzi lanciati molto all’interno dei suoi confini hanno mostrato la vulnerabilità di Israele, che certo non vuole la guerra… ma ha bisogno di ritrovare fiducia nella sua capacità di dissuasione attraverso la forza militare.

Il commento dell’analista Ari Shavit: “Il Libano è un trauma per Israele. Molti israeliani sono sopravvissuti alla guerra combattuta in Libano. Per molti aspetti il Libano è il nostro Vietnam. Anche peggio, perché è Israele a essere attaccato, i suoi confini non sono rispettati dai guerriglieri Hezbollah, così per Israele non c‘è altra alternativa rispetto a un’azione dura e decisa”.

Si tratta quindi di reinstaurare i rapporti di forza che per decenni hanno mantenuto l’equilibrio nella regione. Anche il tandem Olmert-Peres, rispettivamente premier e ministro della difesa, dovrà subire la prova del fuoco. Le opinioni si dividono tra coloro che li ritengono incapaci di ridare lustro all’esercito israeliano e altri che al contrario li considerano pronti a riparare gli errori dei loro predecessori. Il ritiro dal Libano nel 2000 ha infatti permesso agli Hezbollah di occupare il territorio e sviluppare una potenza di tiro sempre più preoccupante. Il commento di François Heisbourg, della fondazione per la ricerca strategica.

“La domanda che ci si pone riguarda i razzi di cui dispongono i guerriglieri Hezbollah. Se possiedono lo zelzal, di produzione iraniana, allora possono colpire fino a Tel Aviv. A mio parere, con questa operazione militare a seguito del disgraziato rapimento dei suoi soldati, gli israeliani hanno colto l’occasione per regolare un nuovo problema strategico”.

L’altro obiettivo è naturalmente quello di distruggere Hezbollah, o quantomeno di imporgli nuove regole, come il disarmo. Il sostegno della Siria e dell’Iran ai miliziani sciiti potrebbe però rendere i progetti più complicati e quindi pericolosi. Alla fine una destabilizzazione del Libano potrebbe addirittura riportarlo nell’orbita di Damasco.