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Israele: "No alla tregua". Il governo respinge la richiesta del premier libanese

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Israele: "No alla tregua". Il governo respinge la richiesta del premier libanese

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Dolore, lacrime e rabbia, ai funerali degli otto soldati israeliani uccisi dagli Hezbollah libanesi. Mentre al cimitero militare di Modiin si mescola l’ufficialità degli onori ai caduti alla disperazione dei familiari, sul terreno la tensione continua a crescere. Nuovi tiri di razzi dalle postazioni degli Hezbollah, che dopo numerosi attacchi verso le città israeliane più prossime al confine, anche stanotte hanno puntato su Haifa, Nazareth e Tiberiade e minacciano perfino Tel Aviv.

Finora almeno 12 civili israeliani sono rimasti uccisi dai tiri degli sciiti filo-iraniani. Ieri il governo israeliano ha respinto la richiesta di una tregua avanzata dal primo ministro libanese Siniora, confermando l’intenzione di proseguire nell’azione militare che per il premier Olmert avrà conseguenze di ampia portata. Nessun commento invece sull’ipotesi di una nuova occupazione israeliana del sud del Libano.

In questo clima quasi del tutto evacuate le cittadine di confine, come Kiryat Shimona. Partiti verso luoghi più sicuri, gli abitanti non hanno rinunciato a lasciare un messaggio per gli Hezbollah. “Non abbiamo paura di voi. Israele ha imparato a resistere in 3000 anni”.