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G8, dopo estenuanti trattative, alla fine c'è l'accordo su un documento sul Medio Oriente

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G8, dopo estenuanti trattative, alla fine c'è l'accordo su un documento sul Medio Oriente

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Resta una sola giornata al G8 di San Pietroburgo per scongiurare lo spettro del fallimento. Dopo una domenica di estenuanti trattative i capi di stato e di governo degli otto paesi più industrializzati più la Russia hanno trovato l’intesa su una bozza di documento sul Medio Oriente. Un testo che arriva dopo un confronto a tratti aspro e talmente duro da costringere a cambiare il programma dei lavori. Un testo difeso in conferenza stampa anche dal padrone di casa, il presidente russo Vladimir Putin.

“Non credo che facciamo confusione tra le cause e effetti” ha risposto a chi gli chiedeva se la causa dell’instabilità non sia anche nella mancata osservanza delle risoluzioni Onu da parte di “Israele. Non è che sempre sia possibile rapire delle persone o lanciare missili da una nazione a un’altra”, ha detto il capo del Cremlino.

Del compromesso raggiunto il più soddisfatto potrebbe essere il presidente Usa Bush, che si è visto accogliere il riferimento a Hezbollah come responsabile della crisi. Il rifiuto di Francia e Russia, invece, ha costretto a rinunciare a citare nel documento la Siria e l’Iran.

Se si considerano le condizioni di partenza tuttavia, l’accordo è già un risultato in sè. Ma gli osservatori da ieri restano preoccupati, soprattutto a causa delle nubi nere che gravano fisicamente sulla riunione degli otto Grandi. Nubi per ora legate al tempo, ma che presto potrebbero trasformarsi in una sorta di tempesta politica.