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Dal G8 di San Pietroburgo, niente accordo sul Medio Oriente

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Dal G8 di San Pietroburgo, niente accordo sul Medio Oriente

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Nel palazzo d’estate di Pietro il Grande, a San Pietroburgo, il summit del G8 è inevitabilmente dominato dalla crisi mediorientale. Rispetto alla quale, peraltro, i 7 Paesi più industrializzati del mondo più la Russia, per la prima volta padrona di casa del summit, non riescono a mettersi d’accordo. Il presidente Vladimir Putin è stato esplicito: “Condanniamo tutti gli atti terroristici che comportino il rapimento di persone, ma la nostra impressione è che, al di là del ritorno dei soldati sequestrati, Israele stia perseguendo obiettivi più vasti”.

Ma George Bush, l’unico che potrebbe esercitare una pressione efficace su Tel Aviv per fermare i bombardamenti, si è limitato a chiedere a Israele di evitare vittime civili. E il summit di San Pietroburgo, iniziato ufficialmente con la cena di gala di ieri sera, non raggiungerà un’intesa nemmeno sull’ingresso della Russia nell’Organizzazione mondiale del commercio, mentre un accordo tra Bush e Putin potrebbe essere in vista sul dossier nucleare iraniano.

Manifestanti anti globalizzazione e membri di gruppi comunisti russi hanno sfidato il divieto di marciare imposto dalle autorità per la durata del vertice. La polizia è intervenuta.