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Mezzo milione di israeliani nei rifugi per paura dei razzi

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Mezzo milione di israeliani nei rifugi per paura dei razzi

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Haifa, costa israeliana, 40 chilometri dal confine con il Libano: per la prima volta razzi degli Hezbollah sono arrivati fin qui. I guerriglieri sciiti hanno negato di essere riusciti a sparare così lontano. Chiunque sia stato, per Israle la colpa ricade sempre sul Libano: in quanto stato sovrano è responsabile degli attacchi lanciati dal proprio territorio. Meta turistica, con i suoi 275.000 abitanti, Haifa è la terza città dello stato ebraico. Chi almeno qui si sentiva al sicuro è stato contraddetto da due ordigni, che non hanno comunque provocato vittime.

A differenza degli altri razzi – più di 100 mercoledì – che si sono abbattuti più a nord, come qui, a Nahariya. I morti in totale sono stati finora almeno tre, i feriti un centinaio. Tutti civili israeliani. Ingenti sono stati i danni materiali.

Decine di ambulanze hanno fatto la spola tra il centro abitato e l’ospedale. Terminate le operazioni di soccorso, Nahariya è una città fantasma. Per le strade è rimasta solo la polizia, per ordinare l’evacuazione della città. Mezzo milione di civili israeliani, vale a dire l’8% dell’intera popolazione nazionale, passeranno la notte nei rifugi.

E la permanenza potrebbe essere lunga: difficile prevedere quanto durerà l’allarme aereo. Vacanze finite invece per i numerosi turisti della località balneare, che sono stati fatti partire.