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Il primo ministro israeliano Ehud Olmert ha posto tre condizioni per il cessate il fuoco: la liberazione dei due soldati il cui sequestro ha scatenato l'offensiva

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Il primo ministro israeliano Ehud Olmert ha posto tre condizioni per il cessate il fuoco: la liberazione dei due soldati il cui sequestro ha scatenato l'offensiva

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La fine dei tiri di razzi su Israele e l’applicazione della risoluzione dell’Onu che impone il disarmo di Hezbollah. Solo in quel caso Olmert si è detto disposto a collaborare con la delegazione delle Nazioni Unite attesa nei prossimi giorni nella regione. Il bombardamento di obiettivi civili ha sollevato molte critiche da parte della comunità internazionale.

Israele ha diffuso un filmato che mostrerebbe attacchi a strutture connesse al movimento sciita, insistendo che scopo dell’offensiva è mettere fuori gioco Hezbollah. Vengono presi di mira soprattutto i punti di lancio dei razzi Katyusha diretti verso il nord d’Israele.

In base alla risoluzione 1559, l’Onu chiede da due anni che lo Stato libanese estenda la sua autorità su tutto il territorio, incluso il sud controllato da Hezbollah. La risoluzione impone anche il disarmo del gruppo appoggiato da Siria e Iran, che ha perso gran parte della sua ragion d’essere con il ritiro di Israele dal Libano meridionale nel maggio del 2000.

Un coro di condanne si è sollevato quando i guerriglieri sciiti hanno oltrepassato la linea blu che divide i due paesi, mercoledì scorso, uccidendo otto soldati israeliani e sequestrandone due. Lo stesso governo libanese ha fermamente preso le distanze dall’operazione.