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Beirut bombardata dall'aviazione israeliana

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Beirut bombardata dall'aviazione israeliana

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Le forze armate israeliane hanno bombardato il sud di Beirut. Il primo bilancio delle vittime parla di almeno tre morti e una ventina di feriti. Ma a dipingere lo scenario da apocalisse nella capitale libanese l’inventario della distruzione. L’aviazione ha colpito ponti, strade e un importante deposito di combustile, scatenando un grosso incendio. Chiusa, poiché distrutta in più punti, l’autostrada che collegava Beirut a Damasco.

I bombardamenti hanno rigurdato principalmente la periferia meridionale della città, cioè la zona controllata dagli Hezbollah. Qui gli aerei hanno lanciato volantini avvertendo la popolazione civile di allontanarsi dalle sedi del movimento islamico, che potrebbero essere prese di mira da un momento all’altro.

Hezbollah è il gruppo che ha rivendicato il rapimento di due soldati israeliani. E il ministro della difesa Amir Peretz ha avvisato che nessuna reponsabile della crisi sarà risparmiato. Cioè neanche il governo del Libano, che non controlla la guerriglia sciita e che si appella alla comunità internazionale: “Il governo chiede al Consiglio di sicurezza dell’Onu di prendere iniziative immediate perché cessi il fuoco e l’aggressione israeliana che sta uccidendo civili e distruggendo le infrastrutture del Paese”, ha detto il ministro dell’informazione Ghazi al-Aridi.

Il Libano si trova in una situazione di blocco totale: marittimo, aereo e terrestre. La Siria ha chiesto agli Stati Uniti di calmare Israele. Mentre l’Iran ha messo in guardia lo stato ebraico dall’allargare il conflitto.