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Cecenia, la guerriglia promette di continuare la lotta anche dopo l'uccisione di Basayev

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Cecenia, la guerriglia promette di continuare la lotta anche dopo l'uccisione di Basayev

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“La strage in Inguscezia che ha decapitato la guerriglia cecena non fermerà la lotta per l’indipendenza”. Lo ha dichiarato il portavoce dei ribelli, Movladi Ugunov, commentando la morte di Shamil Basayev, rimasto ucciso nei pressi del villaggio di Ekhazevo per lo scoppio di una ingente quantità di esplosivo.

Secondo alcuni osservatori, Basayev da tempo si sarebbe dedicato al cosiddetto fronte esterno, dopo aver lasciato la direzione delle operazioni in Cecenia ad un luogotenente.

L’operazione in Inguscezia, rivendicata dai servizi segreti russi, viene però messa in dubbio dal sito degli insorti, secondo il quale lo scoppio del camion carico di esplosivo sarebbe stato un fatto accidentale.

Il presidente Vladimir Putin, dopo aver espresso la propria soddisfazione per l’eliminazione di Basayev, ha definito la sua morte “la giusta ricompensa” per la lunga campagna di terrore di cui è stato protagonista. Alla vigilia della riunione di Mosca del G8, per il leader del Cremlino si tratta di un indubbio recupero di immagine.

Shamil Basayev, 44 anni, alla testa della jihad cecena dopo l’uccisione di Maskhadov e del suo successore Sadoulaiev, ha firmato alcune tra le più sanguinose azioni antirusse. Tra queste il maxi sequestro di Beslan, nel 2004, finito in tragedia dopo l’intervento delle teste di cuoio arrivate da Mosca. Bilancio: oltre 300 morti.