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Russia: rischio di una nuova guerra del gas con i paesi produttori

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Russia: rischio di una nuova guerra del gas con i paesi produttori

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Il gigante russo dell’energia Gazprom teme una nuova guerra del gas, stavolta non solo con paesi clienti, come l’Ucraina, ma anche con paesi produttori, come il Turkmenistan. Lo ha dichiarato a Mosca il presidente Alexei Miller. “Recenti dichiarazioni”, ha detto, “rischiano di portarci verso una lunga e seria crisi sul gas”.

Miller si riferiva al proposito dichiarato da Iulia Timoshenko, primo ministro ucraino in pectore, di ottenere una riduzione del prezzo del gas, ora fornito a prezzi di mercato, ovvero 230 dollari per metro cubo. Tuttavia la Timoshenko non ha potuto ancora presentare l’esecutivo davanti al parlamento, occupato dall’opposizione filo-russa che contesta i risultati delle scorse consultazioni. Sostenuto da centinaia di manifestanti, l’ex premier Yanukovic ora alla testa dell’opposizione punta sulle elezioni anticipate, automaticamente convocate se il vuoto di potere durasse più di un mese.

A complicare la situazione arriva l’intenzione del Turkmenistan, produttore di gas venduto da Gazprom, di aumentare i prezzi delle proprie forniture. Una richiesta che crea dei problemi al gigante del gas, al punto da indurlo a sospendere le trattative del tavolo russo-turkmeno.

Tuttavia, Mosca ha dalla sua un notevole peso contrattuale, essendo la sola a permettere il transito del gas prodotto in Turkmenistan. La Russia compra il gas turkmeno a 65 dollari al metro cubo. La richiesta invece è di almeno 100 dollari.