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Recep Tayyip Erdogan: "la soluzione della questione cipriota non è ancorata all'Unione europea, ma all'Onu"

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Recep Tayyip Erdogan: "la soluzione della questione cipriota non è ancorata all'Unione europea, ma all'Onu"

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Recep Tayyip Erdogan si lancia nell’arena europea. Il primo ministro turco è intervenuto, questo mercoledi’, all’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, a Strasburgo.

L’indomani Bruxelles non ha escluso la sospensione dei negoziati per l’adesione all’Unione nel caso in cui Ankara non faccia passi in avanti (progredisca) sulla spinosa questione cipriota.

Prima di quest’avvertimento EuroNews ha potuto ottenere in esclusiva il punto di vista di Recep Tayyp Erdogan per uscire da questa fase di stallo che rischia di pesare negativamente sulle prospettive europee della Turchia

Margherita Sforza, EuroNews:
La Turchia ha firmato l’accordo doganale e l’ha esteso ai nuovi dieci paesi membri tra cui Cipro.
Perchè ora la Turchia non apre i porti e gli aeroporti al commercio di Cipro?

Recep Tayyip Erdogan:
“La Turchia ha firmato l’unione doganale
ed è il solo paese non-membro ad aver ottenuto quest’unione doganale con i 25 ma non l’ha usata contro il processo di adesione. Per esempio Cipro Sud, ha detto “no” al piano di pace di Kofi Annan ma dopo il primo maggio del 2004, quando è divenuto paese membro dell’Unione Europea, la Turchia avrebbe dovuto usare il proprio diritto di veto ma non l’ha fatto. Perchè? Perchè sarebbe stato sbagliato moralmente.

Per quel che riguarda il protocollo di Ankara – vale a dire l’estensione dell’unione doganale ai 10 paesi membri – noi sosteniamo che Cipro Nord dovrebbe prima di tutto uscire dall’isolamento, e poi faremo quel che c‘è da fare. Perchè ci sono molte cose positive da fare nell’ambito del protocollo di Ankara, noi abbiamo offerto molto, ma la controparte non è stata altrettanto positiva. Altrimenti per noi, in queste circostanze, non sarebbe possibile continuare ad essere positivi. Vogliamo uscire entrambi vincenti da questa situazione, vogliamo che la controparte vinca e che Cipro Nord vinca. E’ impensabile che una parte ne esca vincente e l’altra perdente.

Chiedo al mondo qual‘è la colpa di Cipro Nord, perchè deve vivere in un tale isolamento politico. Cipro Nord è un paese terrorista? un paese che produce sostanze stupefacenti? E’ un paese con connessioni mafiose? Se nessuno è pronto ad appoggiare Cipro Nord, la Turchia è pronta a farlo. Quindi se l’isolamento continua , non discuteremo il protocollo di Ankara.

EuroNews:
Lei ha detto di essere pronto a fermare i negoziati con l’Unione Europea se i Turchi ciprioti resteranno isolati da un punto di vista economico. Ha avuto risposta da parte dei leaders europei dopo questa sua dichiarazione?

R.T.Erdogan:
No, è qualcosa che ci sentiamo dire da altre fonti, intendo dire, ci fanno sapere che i negoziati saranno sospesi, non siamo noi a dirlo. Noi rispondiamo loro: bene, se volete sospenderli, fatelo. Ma non siamo noi a voler sospendere i negoziati. I negoziati sono una cosa, Cipro è un’altra. Aggiungere la questione ciprota ai nostri negoziati in corso è moralmente sbagliato. Nei capitoli per l’adesione non si parla di Cipro.
Se questo dossier ci verrà sottoposto in continuazione, se verrà posto come ostacolo alla nostra adesione all’Unione, noi non cambieremo idea, resteremo sulle nostre posizioni.

EuroNews:
Se le relazioni con i Greci ciprioti restano tese le relazioni con la Grecia sembrano invece molto migliorate. Questo potrebbe aiutare a risolvere la questione cipriota?

R.T.Erdogan:
Non sono tese, non c‘è nessuna tensione da parte nostra. E’ l’altra parte che sta creando queste tensioni, la tensione.
Io e Tassos Papadopulos, presidente della repubblica di Cipro, ci incontriamo in vertici internazionali e spesso mi chiede quando potremo bere un caffé insieme . Io rispondo regolarmente che per bere un caffé non c‘è nessun problema ma che se c‘è qualcosa da discutere la sua controparte è Mehmet Ali Talàt , il presidente di Cipro nord.
Siamo garanti in quanto Turchia, esattamente come il mio amico Costas Karamanlis, primo ministro greco, è il rappresentante dell’altro paese garante.

Quindi dovremmo sederci tutti insieme, tutti e quattro,e discutere questo dossier assieme, risolvere la questione assieme, perchè noi non vogliamo nemici. Non vogliamo crearci dei nemici ma avere degli amici.

EuroNews:
Lei sta facendo una sorta di proposta per una tavola rotonda. La Turchia è pronta ad ospitare questa tavola rotonda?

R.T.Erdogan:
Certo possiamo ospitare l’incontro. Anche il mio amico Karamanlis se vuole puo’ farlo. Il presidente di turno dell’Unione Europea puo’ farlo, l’importante è risolvere il problema ed è importante farlo sotto l’egida delle Nazioni Unite.
La soluzione non è ancorata all’Unione europea, ma all’Onu.
Per un tale incontro, che puo’ esser fatto, l’importante è ritrovarsi tutti insieme e parlare. Parleremo una, due , tre volte, fino a trovare una soluzione concreta.
Quindi quando partecipero’ alla tavola rotonda dovro’ partecipare con l’intenzione di risolvere veramente il problema. E anche gli altri dovranno essere pronti ad accettare una soluzione concreta.
Solo in questo modo sarà possibile trovare una via d’uscita.
Se ci prepariamo a cio’ sarà piu’ facile risolvere la questione. Se decidiamo di non risolverla , il problema resterà.

EuroNews:
Ma fino a questo punto manterrà chiusi i porti e gli aeroporti al traffico di Cipro?

R.T.Erdogan:
Si’, senza alcun dubbio resteranno chiusi per Cipro sud, non per Cipro nord. Per Cipro nord resteranno
aperti.