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Bombardato il ministero dell'Interno palestinese

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Bombardato il ministero dell'Interno palestinese

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Israele ha bombardato la Striscia di Gaza per la terza notte consecutiva, colpendo questa volta anche il ministero dell’interno palestinese. Gli ultimi raid hanno provocato distruzione e feriti, uno dei quali è morto. Ma in attesa di sviluppi nelle trattative per la liberazione del soldato israeliano rapito domenica – ragione per la quale l’intera operazione è cominciata – è stata ritardata un’offensiva su larga scala nel nord della Striscia.

Il presidente dell’Egitto, che si è fatto carico della mediazione, ha detto che Hamas ha dato il proprio accordo al rilascio dell’ostaggio ma non ha specificato a quali condizioni

Probabile moneta di scambio sono gli otto ministri – pari a un terzo dell’intero governo palestinese – che Israele ha messo agli arresti. Per chiedere la loro scarcerazione in tutti i Territori si sono svolte manifestazioni.

Lo stato ebraico, cui si domanda anche di rimettere in libertà tutti i prigionieri minorenni e le donne, non sembra disposto a concessioni.

Alla radio israeliana il capo dei servizi di sicurezza Zuval Diskin ha dichiarato: “O il militare sarà restituito entro 24 ore o non consentiremo al governo palestinese di sopravvivere”.