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L'UE accelera sul passaporto biometrico per accontentare Washington

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L'UE accelera sul passaporto biometrico per accontentare Washington

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Chi è passato di recente da un aereoporto americano conosce la procedura. Per ogni passeggero che entra negli Stati Uniti, gli addetti al controllo passaporti scattano una fotografia e rilevano le impronte digitali. A partire da ottobre, però, chi arriva da un Paese europeo a cui non è richiesto il visto di ingresso dovrà essere munito di un passaporto biometrico. Un documento, cioè, in cui la foto del titolare è registrata su un microprocessore. Un modo per rendere la vita difficile ai falsari.

Dopo infiniti rinvii, quella di ottobre sembra essere davvero la scadenza ultima, anche se il commissario europeo Franco Frattini ha detto che sono in corso trattative per ottenere un’altra proroga.

Ieri, la commissione ha dato il via alla seconda fase verso l’adozione di passaporti completamente biometrici. I 25 paesi dell’Unione avranno tempo fino al 28 giugno 2009, per corredare i passaporti con le impronte digitali dei titolari, memorizzate su un chip. I dati saranno protetti attraverso il nuovissimo sistema ICP.