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Celebrato il cinquantenario della rivolta di Poznan

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Celebrato il cinquantenario della rivolta di Poznan

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Si ribellarono al grido: “Pane e libertà”. A Poznan, in Polonia, è stato celebrato il cinquantesimo anniversario di quella che fu una delle prime insurrezioni popolari contro i regimi del patto di Varsavia.

Fra gli invitati ufficiali del presidente Lech Kaczynski, oltre ai protagonisti dell’epoca, anche i capi di stato di Ungheria, Germania, Repubblica Ceca e Slovacchia, in rappresentanza dei popoli che, dal ’53 al ’68, cercarono, con tentativi analoghi, di rompere il giogo dello stalinismo.

La rivolta di Poznan venne repressa nel sangue, ma, come ha detto il presidente slovacco Ivan Gasparovic, insegnò agli altri popoli, oltre la cortina di ferro, a non avere paura.

Il 28 giugno del 1956 gli operai della fabbrica di motori Cegielski entrarono in sciopero, chiedendo migliori condizioni di vita e di lavoro. Diventati oltre 100 mila, i manifestanti attaccarono la sede della polizia politica e liberarono i detenuti, disarmando i primi reparti dell’esercito inviati a fermarli.

In serata il regime decise di ricorrere alle maniere forti. Bilancio: quasi 100 morti, un migliaio di feriti e centinaia di arresti.