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Israele non scende a patti per il soldato-ostaggio

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Israele non scende a patti per il soldato-ostaggio

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Lo stato ebraico non si commuove per la vicenda del soldato israeliano preso in ostaggio da militanti palestinesi. I genitori di Gilad Shalit hanno fatto appello ai suoi rapitori affinché lo trattino come il loro governo tratterebbe qualsiasi prigioniero. Il diciannovenne è stato prelevato domenica in un’operazione che è costata la vita anche a due commilitoni.

“Vorrei chiedere ai sequestratori, chiunque essi siano, di riservare a Gilad cure mediche adeguate”, ha detto il padre. La posizione dei movimenti, nei Territori, è scritta a chiare lettere sugli striscioni: il militare non deve essere restituito se Israele in cambio non libererà tutte le donne e i minorenni palestinesi detenuti nelle sue carceri. Per il premier Ehud Olmert ogni ipotesi di trattativa è fuori discussione. E, minacciando un’offensiva sulla Striscia di Gaza, ha fatto ammassare al confine decine di blindati e carri armati.