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Carri armati israeliani pronti a un'azione militare nella Striscia di Gaza

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Carri armati israeliani pronti a un'azione militare nella Striscia di Gaza

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I carri armati israeliani ammassati al confine della Striscia di Gaza hanno forse contribuito a mettere d’accordo le fazioni palestinesi. E sarebbero ora pronti a entrare in azione, se il soldato sequestrato domenica non verrà liberato. Lo ha ribadito il ministro della difesa Amir Peretz.

“I miliziani palestinesi – ha detto – devono capire che c‘è un prezzo da pagare per ogni attacco contro Israele”. Le minacce israeliane sono prese sul serio dai funzionari di Hamas e dalle brigate palestinesi, che hanno ridotto al minimo le apparizioni pubbliche, per il timore di eventuali attacchi mirati. Un portavoce del Commando di resistenza popolare, uno dei gruppi armati che hanno partecipato al raid di domenica, ha precisato per la prima volta che il soldato israeliano sequestrato, il caporale Gilad Shalit, sarebbe detenuto in un luogo sicuro. Il primo ministro israeliano Ehud Olmert ha respinto le condizioni poste dai miliziani per avere informazioni sull’ostaggio, e cioè la liberazione di donne e ragazzi palestinesi detenuti in carcere. Israele ritiene che il diciannovenne Shalid sia vivo, anche se ferito nel corso del raid.