ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

In che cosa consiste la riforma della Costituzione italiana

Lettura in corso:

In che cosa consiste la riforma della Costituzione italiana

Dimensioni di testo Aa Aa

La riforma sottoposta al voto degli italiani modifica profondamente la Costituzione del 1948. A partire dal presidente della Repubblica, che nel nuovo testo vede ridotti notevolmente i suoi poteri.

Secondo la riforma, il capo dello Stato non può più nominare e revocare i ministri nè sciogliere le camere, a meno che non sia su richiesta del primo ministro, o nel caso questi dia le dimissioni o muoia, o infine se una mozione di sfiducia è votata dalla camera dei deputati. E’ il capo del governo, al contrario, a vedere accresciuti i suoi poteri. Può nominare e revocare i ministri. Non deve chiedere la fiducia al Parlamento, anche se la Camera dei deputati può esprimersi per approvare il programma.

L’elezione del premier diventa di fatto diretta e le sue dimissioni portano a nuove elezioni.

Divise le competenze delle due Camere: quella dei deputati adotta le leggi nazionali, il senato, “federale” ha competenza sulle materie “concorrenti”, cioè riservate sia allo Stato che alle regioni.

La riforma riduce il numero di parlamentari, sia alla camera che al senato, e abbassa anche l’età minima di deputati e senatori

Le 20 regioni hanno competenza legislativa esclusiva sull’organizzazione sanitaria e scolastica e sulla polizia amministrativa regionale e locale. Un vantaggio, secondo i partiti di centro destra. La sinistra ci vede invece dei rischi. I costituzionalisti ricordano che questa ampia revisione, che cambia 50 articoli su 139, è stata votata solo dai deputati e dai senatori di centro destra nel 2005.