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Janez Jansa sul semestre slovacco alla guida dell'UE

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Janez Jansa sul semestre slovacco alla guida dell'UE

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Dal novembre 2004, Janez Jansa è primo ministro della Slovenia, un paese di circa 2 milioni di abitanti, guidato da un governo di centro destra.

Quindici anni fa, il 25 giugno 1991, la Slovenia diventava uno stato indipendente. Quel passo segnò l’inizio della dissoluzione delle repubbliche jugoslave.

A partire dal gennaio 2007, il Paese adotterà l’euro. E nel 2008 diventerà il primo, tra i dieci nuovi membri dell’Europa allargata a 25 stati, ad assumere la presidenza dell’Unione.

Janez Jansa ai microfoni di Euronews.

EuroNews
Primo ministro, benvenuto su Euronews. La Slovenia assumerà la presidenza dell’Unione Europea tra i semestri, anch’essi molto importanti, di due paesi come Germania e Francia. Si tratta di un momento particolarmente delicato perché parteciperete al dibattito sulla modifica della costituzione europea. Come vi preparate a questo compito?

Janez Jansa
“La prima cosa che bisognerebbe chiedersi è come mantenere fede all’impegno di ratificare il trattato costituzionale nella sua integralità. Non è sufficiente che due membri di rilievo come Francia e Germania prendano le decisioni e si limitino a consultare gli altri paesi per ottenere la loro approvazione. La situazione è diversa rispetto al passato, c‘è una nuova geometria di relazioni nell’Unione allargata a 25 paesi. Sono convinto che per raggiungere grandi traguardi in futuro bisognerà superare molte difficoltà. E di conseguenza non mi faccio illusioni sugli obiettivi che potremo raggiungere durante la nostra presidenza”.

Euronews
D’accordo, ma esercitare la presidenza dell’Unione significa assumere il ruolo di arbitro. Come pensa di riuscire a creare consenso tra i diversi paesi membri sul trattato costituzionale durante il vostro semestre?

Janez Jansa
“La nostra posizione non è neutrale, la Slovenia ha già ratificato il trattato e vorremmo che lo facessero anche altri. Abbiamo bene a mente la situazione che si era creata quando l’Irlanda bocciò il trattato di Nizza. Ma allora non ci fu nessuno che pensò di cercare altre soluzioni. Tutti erano convinti che gli irlandesi avrebbero finito per dire si. Ora dobbiamo avere lo stesso approccio con gli stati membri”.

Euronews
Quindici anni dopo aver ottenuto l’indipendenza, la Slovenia sta per adottare l’euro, ma si sono verificati problemi con la doppia valuta. A che cosa sono dovuti, secondo lei?

Janez Jansa
“Dobbiamo essere in grado di controllare i prezzi, e sono soprattutto le differenze nei piccoli importi che danno luogo a problemi. Abbiamo cercato di imparare da altri Paesi in cui si è verificato un innalzamento ingiustificato dei prezzi, dopo l’introduzione dell’euro. Non vogliamo che questo si ripeta anche da noi. Perciò abbiamo cominciato a educare la gente, ad effettuare dei controlli. Non ci aspettiamo un significativo aumento dei prezzi con il passaggio alla nuova valuta”.

Euronews
Sappiamo che l’allargamento ad ovest dei Balcani è un altro obiettivo importante dell’Unione Europea. La Slovenia sarà capace di giocare un ruolo di primo piano nel discutere con i Paesi della ex Jugoslavia?

Janez Jansa
“La Slovenia è vicina a questa regione, siamo proprio al confine, quindi è decisamente nel nostro interesse che questa area goda di stabilità e possa avviare una significativa crescita economica, che consenta alla gente di vivere discretamente. Come ho detto, la strada è una sola e passa attraverso l’adozione di una prospettiva europea. Ma siamo consapevoli che prima che l’Unione sia in grado di espandersi ulteriormente, deve assorbire l’ultimo allargamento. E credo che ci vorranno dai cinque ai dieci anni per riuscirci”.

Euronews
Bene, ma si tratta di una priorità per la Slovenia?

Janez Jansa
“Questi paesi sono importanti per noi, ma al tempo stesso, se prendiamo in esame le nostre relazioni commerciali con questa parte dell’Europa, vediamo che costituiscono il quindici, il venti per cento delle nostre operazioni con l’estero. Il mercato principale resta il mercato europeo. D’altro canto, però, il 20% è pur sempre una fetta non trascurabile”.

Euronews
“Grazie, signor primo ministro”.

Janez Jansa
“Grazie”.