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Gli Usa hanno spiato per anni le transazioni finanziarie internazionali

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Gli Usa hanno spiato per anni le transazioni finanziarie internazionali

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Gli Stati Uniti sorvegliano da cinque anni transazioni bancarie mondiali nella lotta contro il terrorismo. L’ha ammesso la Casa Bianca, messa alle strette da uno scoop del New York Times. Il segretario al tesoro John Snow ha così giustificato il programma segreto: “Questi flussi di denaro a cui abbiamo accesso non mentono, raccontano una storia. E questi flussi, seguiti con l’abilità del mio sottosegretario Stuart Levey e del personale della sua organizzazione, conducono ai terroristi stessi”

Lo stesso Levey ha definito “legale” e “limitato” il programma, che ha coinvolto Cia ed Fbi, ed è stato avviato dopo gli attentati dell’undici settembre 2001. L’accesso alle informazioni viene fornito da Swift, un consorzio internazionale con sede a Bruxelles, che ha ammesso di aver trasmesso un numero limitato di dati alle autorità Usa. Il Tesoro ha assicurato di non voler violare la vita privata degli americani, ma portare a termine operazioni come quella che ha condotto alla cattura di Hambali, il leader della Jamaah Islamiyah, considerato il cervello della strage di Bali. Sei mesi fa un’altra inchiesta giornalistica ha svelato l’esistenza di un programma di intercettazioni delle comunicazioni internazionali, sollevandomolte polemiche.