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Riforma del vino: tagli alle vigne e alla distillazione

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Riforma del vino: tagli alle vigne e alla distillazione

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400 000 ettari di vigne potrebbero essere estirpate in tutta l’Unione europea, una superficie pari al 12% dei vigneti. E’ una delle misure piú radiciali proposte dalla commissione europea per la riforma del vino. Secondo Bruxelles è fondamentale diminuire la produzione e puntare piú sulla qualità. L’Unione è il principale produttore ed esportatore a livello mondiale, detiene il 60% del mercato, ma avverte Bruxelles la concorrenza è sempre piú agguerrita.

“E’ chiaro – ha detto la commissaria all’agricoltura Marianne Fischer- Boel- che il vino del nuovo mondo sta conquistando nuove fette di mercato” L’Australia è diventata cosí il quarto esportatore dopo Francia, Italia, e Spagna.

Per la commissione è necessario rivedere la strategia commerciale e investire nel marketing.
Sotto accusa le etichette europee con il sistema di identificazione geografica, che puo’ confondere i consumatori soprattutto extra-europei. Bruxelles inoltre vuole ridurre i costi della distillazione.

500 milioni di euro vengono spesi ogni anno per trasformare il vino in eccesso in alcool o bio-carburanti. La commissione invece vuole migliorare la qualità. L’aggiunta di zucchero sarà consentita solo per aumentare di due gradi il tasso di alcool nel vino.

Secondo le organizzazioni di categoria italiane, è fondamentale in ogni caso non penalizzare i produttori, la riforma sarà approvata in via definitiva all’inizio del prossimo anno.