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Bush in Ungheria per commemorare l'insurrezione anti-comunista

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Bush in Ungheria per commemorare l'insurrezione anti-comunista

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Gli anti-Guantanamo si sono mobilitati anche in Ungheria dove Bush è arrivato per commemorare il 50 anniversario dell’insurrezione del 1956 che i sovietici repressero nel sangue.

Mezzo secolo dopo, passata l’oppressione comunista, la sezione ungherese di Amnesty International ha inscenato una manifestazione nel centro di Budapest per chiedere la chiusura del carcere per i cosiddetti “combattenti nemici” di tutti gli altri campi di detenzione che operano al di là delle convenzioni internazionali. Le organizzazioni per i diritti civili insistono perché ogni leader europeo, anche fuori dal contesto, ribadiscano al presidente americano le loro posizioni su Guantanamo, perché capisca che la richiesta di chiusura è una priorità di tutte le nazioni d’Europa. Difficilmente il capo della Casa Bianca si lascerà distogliere dall’agenda ufficiale: oggi George Bush deporrà una corona di fiori alla memoria dei 2.500 ungheresi morti dopo l’intervento dei carri armati sovietici. Imponenti le misure di sicurezza, perché tutto fili liscio come a Vienna. Dove ieri si è tenuto il vertice Unione Europea-Stati Uniti e dove Bush il tema dei prigionieri catturati a partire dalla guerra in Afghanistan lo ha affrontato, malgrado il clima di ostilità. “Vorrei chiudere Guantanamo – ha assicurato il capo della Casa Bianca – ma tra i detenuti c‘è chi ha ucciso a sangue freddo e non esisterebbe a rifarlo. Prima dello smantellamento occorre definire un quadro giuridico per rinviare i prigionieri nei propri paese e processare alcuni di loro negli Stati Uniti”.