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50 anni fa i carri amati sovietici stroncavano l'insurrezione ungherese

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50 anni fa i carri amati sovietici stroncavano l'insurrezione ungherese

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Tutto ebbe inizio il 23 ottobre 1956, tre anni dopo la morte di Stalin, con una manifestazione degli studenti ungheresi a sostegno dei lavoratori polacchi. Agli universitari si unirono decine di migliaia di cittadini e la manifestazione di protesta si trasformó in una rivolta contro la presenza sovietica in Ungheria e contro la dittatura di Matyas Rakosi.

Il partito comunista ungherese nominó il riformista Imre Nagy primo ministro. Nagy accolse la richiesta dei manifestanti di ritirare l’Ungheria dal Patto di Varsavia. Troppo per L’Armata Rossa che intervenne con i carri armati. Una prima volta, a fine ottobre, venne sottoscritto un cessate il fuoco. Ma il 4 novembre Mosca decise di stroncare l’insurrezione ungherese bombardando le zone industriali e proletarie di Budapest e spazzando via con i carri armati ogni accenno di resistenza. Morirono 25 mila ungheresi e 720 soldati sovietici. Nagy fu arrestato e successivamente giustiziato. Il 10 novembre i consigli dei lavoratori, degli studenti e degli intellettuali chiesero il cessate il fuoco a Mosca. Era la fine della rivoluzione. Janos Kadar formó un nuovo governo sotto stretto controllo sovietico. In Europa migliaia di iscritti, in polemica con l’intervento sovietico, abbandonarono il partito comunista.