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Bush a Vienna: Guantanamo fra gli argomenti del vertice annuale UE-USA

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Bush a Vienna: Guantanamo fra gli argomenti del vertice annuale UE-USA

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Accompagnato dalla moglie Laura, Gerge Bush è arrivato ieri sera a Vienna, dove oggi partecipa all’annuale vertice euro-americano. Primo obiettivo, celebrare la ritrovata armonia fra le due sponde dell’atlantico, ora che lo strappo sull’Iraq appare più che mai acqua passata.

A fare gli onori di casa, il cancelliere austriaco Wolfgang Schüssel. L’Austria ospita il vertice in quanto paese che detiene attualmente la presidenza di turno dell’Unione Europea. L’incontro si concluderà in giornata. Bush partirà poi per Budapest dove è atteso per il 50 anniversario della rivolta contro i sovietici. Il presidente degli Stati Uniti resterà a Vienna in tutto meno di 24 ore. La capitale austriaca è blindata. Già ieri ci sono stati diversi falsi allarmi bomba. Secondo i sondaggi, l’opinione pubblica è largamente contraria alla politica estera americana. E alla manifestazione di protesta anti-Bush sono attese migliaia di persone. Se a Teheran sui muri scrivono “Abbasso gli Stati Uniti”… quello del nucleare iraniano, al summit di Vienna, sarà piuttosto un argomento che unirà Europa e America. Anche se per l’Unione, Washington sta esagerando con le minacce di sanzioni dal momento che ancora si attende una risposta dell’Iran sul compromesso proposto a inizio mese. Su Guantanamo, gli europei andranno invece all’attacco: sollecitando la chiusura della prigione dove 460 persone sono tuttora rinchiuse in nome della “guerra al terrorismo”, senza accuse né processo e prive di ogni tutela legale. Pressata dagli organismi di tutela dei diritti umani, l’Unione Europea chiederà conto anche degli aerei della CIA che segretamente hanno fatto scalo nel vecchio continente trasportando sospetti terroristi. Anche questi al di fuori delle normali procedure giudiziarie, a volte pur con l’accordo – o quantomeno senza l’opposizione – di alcuni governi locali. La Corea del Nord sarà invece il tema preferito dell’amministrazione Bush. Il paese, che fa parte del cosiddetto “asse del male” così come definito dagli Stati Uniti, sarebbe pronto a fare un lancio di prova di missili intercontinentali, che potrebbero raggiungere l’Alaska. Un test che Washington considererebbe quasi una dichiarazione di guerra.