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Vittorio Emanuele, dall'esilio fino agli ultimi scandali

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Vittorio Emanuele, dall'esilio fino agli ultimi scandali

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Vittorio Emanuele di Savoia, l’uomo che avrebbe potuto essere il re d’Italia, ha finito per cadere a 69 anni nelle mani della giustizia dopo una vita che lo ha visto spesso al centro di processi, liti, sospetti e accuse.

A Varenna, sulle sponde del lago di Como, venerdi è stato arrestato con le accuse di associazione a delinquere, corruzione e sfruttamento della prostituzione.

L’erede della casata di Savoia aveva lasciato l’Italia a nove anni partendo in esilio.

Vi è tornato nel 2002, quando il Parlamento italiano ha votato la fine dell’ostracismo nei confronti della famiglia reale. Con lui il figlio emanuele Filiberto. Il principe continua tuttavia a vivere per lo piu in Svizzera.

E proprio a Campione d’Italia, un’enclave italiana in territorio svizzero, si trova il casinò dello scandalo.

Secondo la giustizia Vittorio Emanuele era il “leader indiscusso” di un’organizzazione criminale: avrebbe messo i suoi contatti al servizio di attività diverse, dalla corruzione alla prostituzione, passando per un giro di slot machine illegali.

E la rete è complessa, tra gli accusati per concussione sessuale e corruzione anche Salvatore Sottile, il portavoce dell’ex ministro degli esteri Gianfranco Fini.

Le telefonate, in cui Sottile prometteva un posto in Rai in cambio di favori sessuali sono finite su tutti i giornali. Tanto che la Rai ha deciso di sospendere un dirigente, Giuseppe Sangiovanni.

Questo non è il primo incontro del principe con la giustizia. Nel ’78, in Corsica, viene arrestato per aver sparato su un giovane tedesco in vacanza. Tredici anni dopo, è assolto dall’accusa di omicidio volontario, nonostante le polemiche e i dubbi.

Sempre negli anni ’70, Vittorio Emanuele rimane coinvolto in una mai chiarita vicenda di compravendita di elicotteri militari.

E infine, sul piano storico, ha rifiutato di scusarsi per le leggi razziali firmate da suo nonno durante il fascismo.