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Primo interrogatorio per Vittorio Emanuele. L'inchiesta si allarga

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Primo interrogatorio per Vittorio Emanuele. L'inchiesta si allarga

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Sarà interrogato oggi per la prima volta Vittorio Emanuele di Savoia-Carignano, il figlio dell’ultimo re d’Italia, in carcere da venerdì in base ad accuse di corruzione e sfruttamento della prostituzione. Le indagini, cominciate per caso a Potenza da un’inchiesta per l’assegnazione di un alloggio a uno sfrattato, hanno aperto a effetto domino numerosi filoni che ora cominciano a essere suddivisi tra varie procure italiane.

Delle ragazze squillo si occuperà la magistratura di Como mentre sulla presunta concussione sessuale che coinvolge Salvatore Sottile, portavoce dell’ex vicepremier Fini, indagherà la procura di Roma. L’esponente dell’ex famiglia reale oggi dovrà invece rispondere di unabustarella che avrebbe ricevuto per far autorizzare, grazie alla sua rete di conoscenze, quattrocento videopoker truccati. L’imprenditore Rocco Migliardi, ieri di fronte ai magistrati potentini, avrebbe ammesso di aver pagato 20.000 euro a un collaboratore di Vittorio Emanuele, Achille de Luca, che però si è trincerato dietro un no-comment. Numerosi anche gli altri capi di accusa: di Savoia è anche sospettato di aver versato contributi illeciti a suo cugino, Simeone di Sassonia-Coburgo, prima re e poi primo ministro della Bulgaria, per ottenere in cambio appalti nel Paese. Benché in attesa di processo Vittorio Emanuele, per i giudici di Potenza, deve rimanere in carcere: troppe i suoi appoggi internazionali perché non ci sia il rischio di fuga.