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Il procuratore dell'Onu per il Darfur parla di stragi e "genocidio"

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Il procuratore dell'Onu per il Darfur parla di stragi e "genocidio"

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Massacri su vasta scala in Darfur: in un rapporto al Consiglio di sicurezza dell’Onu il procuratore del Tribunale penale internazionale Luis Moreno Ocampo ha parlato di uccisioni di massa – in diversi casi con finalità di genocidio, di distruzioni sistematiche di villaggi, di centinaia di stupri.

L’indagine non è nemmeno completata: per problemi di sicurezza gli inquirenti non sono ancora riusciti a chiudere il fascicolo. “I nostri sforzi di giustizia dovrebbero contribuire a proteggere la popolazione e a prevenire ulteriori crimini – ha detto Ocampo – Abbiamo bisogno di maggiori informazioni sui gruppi che continuano a perpetrare attacchi o che impediscono l’accesso dei profughi all’assistenza”. Il conflitto tra il governo sudanese di prevalente etnia araba e i gruppi ribelli di etnia africana hanno provocato tra 180 e 300.000 morti, a seconda delle stime, e due milioni e mezzo di profughi. Il procuratore ha anche denunciato gli attacchi contro gli operatori umanitari e i soldati della forza di pace: particolarmente gravi perché, al di là degli atti in sé, hanno ostacolato e impedito la distribuzione degli aiuti a vittime già stremate. Processi per questi crimini si terranno all’Aia. Ma non si sa quando.