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Ue, veto di Cipro all'avvio dei negoziati per l'adesione di Ankara

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Ue, veto di Cipro all'avvio dei negoziati per l'adesione di Ankara

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La presidenza austriaca dell’Unione europea chiede ai 25 di mostrarsi “flessibili” nel negoziato con la Turchia, “in modo da procedere secondo i piani stabiliti”. Lo ha detto a Lussemburgo il ministro degli Esteri di Vienna Ursula Plassik, prima della riunione dei capi delle diplomazie dell’Unione. “Siamo qui per andare avanti non per retrocedere”, ha aggiunto.

La Plassnik vedrà a colloquio il ministro degli Esteri cipriota, Iacovou, al quale chiederà di lasciar cadere il veto del suo paese all’avvio dei negoziati con Ankara. Oltre alla questione turca il vertice – il primo per il nuovo ministro degli Esteri italiano D’Alema – deve riconoscere il neo costituito stato di Montenegro e dare il via ai negoziati con la Croazia. Sull’adesione della Turchia, l’impegno per la ricerca di una intesa coinvolge anche il ministro lussemburghese Asselborn: “Dobbiamo dare un segno positivo per la Turchia, ma allo stesso tempo dobbiamo dire alle autorità turche che dovranno onorare i loro impegni”. Al centro della controversia il mancato riconoscimento della repubblica di Cipro da parte della Turchia, tuttora coinvolta nella disputa seguita alla divisione dell’isola in due, dopo l’invasione turca del 1974. Il clima della riunione di Lussemburgo resta poco incoraggiante, al punto che il ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, ha disertato i lavori, restando ad Ankara. Per molti osservatori però i dissensi sulla questione cipriota rischiano di provocare tensioni a ogni passaggio dei negoziati di adesione della Turchia, che dovranno durare almeno dieci anni.