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Rabbia dei musulmani dopo il raid anti terrorismo del 2 giugno a Londra

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Rabbia dei musulmani dopo il raid anti terrorismo del 2 giugno a Londra

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Cresce l’insofferenza della comunità islamica britannica contro i metodi di Scotland Yard dopo il controverso raid anti terrorismo di dieci giorni fa. Di fronte alla sede della polizia hanno protestato 250 persone: tante quanti erano gli agenti speciali che il 2 giugno hanno condotto l’operazione che aveva portato all’arresto di due fratelli, poi rilasciati senza accuse:

“La comunità musulmana è abituata a questi raid, al fatto che poi tante persone vengano rilasciate senza incriminazioni. La fiducia s‘è incrinata. Forse questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso” dice uno degli organizzatori. Durante l’intervento degli agenti a Forest Gate, nell’Est di Londra, uno dei sospetti è rimasto ferito. Il capo della polizia Ian Blair è stato bersagliato dalle critiche l’estate scorsa dopo l’uccisione da parte di Scotland Yard di Jean Charles de Menezes, il brasiliano scambiato per un terrorista. Ora subisce una pressione crescente. “Ho depositato una mozione di sfiducia in Parlamento e chiedo le sue dimissioni” dice George Galloway, deputato di Respect, partito d’ispirazione socialista. “Deve assumersi la responsabilità d’una serie di errori grossolani”. Il 2 giugno Scotland Yard e le unità anti terrorismo agirono congiuntamente nella convizione che in una casa di Forest Gate fosse nascosto materiale chimico. Ora i fratelli arrestati e rilasciati potrebbero chiedere un’indennità per danni fisici e morali di oltre 5 cento mila sterline.