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Mittal-Severstal: fusione quasi fatta, a meno che...

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Mittal-Severstal: fusione quasi fatta, a meno che...

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Arcelor respinge l’offerta d’acquisto da parte di Mittal, e ha praticamente concluso i preparativi per la fusione con la russa Severstal, che deve solo passare lo scoglio del voto degli azionisti. L’assemblea si terrà il 30 giugno prossimo. Per bloccare l’operazione servirà una maggioranza del 50% dell’azionariato. Gli azionisti ostili alla fusione però hanno ottenuto un secondo voto, lo stesso giorno, per una nuova assemblea da tenersi in agosto, con nuove regole di voto.

Ma l’amministratore delegato, Guy Dollé, ora precisa che “legalmente, il Consiglio d’Amministrazione ha il potere di realizzare questa operazione senza chiedere l’opinione degli azionisti. Tutti gli azionisti – aggiunge – sapevano dell’esistenza di questo potere. Dunque, legalmente, questa operazione si farà, a meno che gli azionisti vi si oppongano nella prossima assemblea”.

Se passerà la fusione con Severstal, si formerà un gruppo capace di vendite per 46 miliardi di euro ed una produzione da 70 milioni di tonnelate annue.
Nell’ipotesi, ormai improbabile, di una fusione con Mittal, il nuovo gruppo avrebbe un volume di vendite da 55 miliardi annui, e una produzione combinata da 115 milioni di tonnellate.

Il numero uno mondiale, Mittal, si è detto indisponibile ad aumentare la propria offerta, ed ha invitato Severstal a battersi ad armi pari, lanciando a sua volta un’OPA.
Ora, se gli azionisti ribelli non riusciranno a bloccare l’operazione con Severstal il 30 giugno, si voterà per tenere un’assemblea in agosto, e a quel punto sarebbero necessari i due terzi, ma dei soli azionisti presenti (invece del 50% di tutto l’azionariato).