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Timor Est, cala la violenza ma non c'è ancora una intesa sul governo

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Timor Est, cala la violenza ma non c'è ancora una intesa sul governo

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Dopo le violenze dei giorni scorsi, a Timor Est si cerca adesso una soluzione politica. Le truppe multinazionali inviate da Australia, Portogallo e Malaysia continuano i controlli nella capitale, mentre i manifestanti che da diverse settimane chiedono le dimissioni del capo del governo, restano per ora in attesa.

Dopo gli incidenti – che hanno causato una trentina di vittime – nella capitale la giornata è trascorsa nella calma. Solo nel distretto di Ermera si segnalano scontri, tra esercito e un gruppo di militari esonerati dal servizio a marzo scorso. Il presidente del parlamento, Francisco Gutierrez, tenta di mediare. “Ciascuno ha il diritto di dire la sua opinione, ma le dimissioni di un governo devono rispondere alla costituzione e alle leggi di Timor Est”. Nell’ex colonia portoghese, fino al 1999 occupata dall’Indonesia, potrebbero ora giungere altre forze sotto l’egida delle Nazioni Unite, per ristabilire l’ordine pubblico. Una richiesta in tal senso, per un periodo di almeno due anni, è stata avanzata dal ministro degli Esteri timorese, Jose Ramos-Horta.