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I rapporti Usa-EU, secondo la Casa Bianca

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I rapporti Usa-EU, secondo la Casa Bianca

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Kurt Volker è il braccio destro del Segretario di stato americano per gli affari europei. Nonostante gli ultimi quattro, difficili, anni, notevole è stato il suo contributo per migliorare il clima nei rapporti tra Stati Uniti e Unione Europea, su cui si tiene un importante vertice il ventun giugno, a Vienna.

EuroNews: Quale sarà il messaggio dell’amministrazione americana al summit di Vienna sui rapporti Usa – Unione Europea?

Kurt Volker: “A mio avviso la svolta è stata il viaggio del presidente Bush in Europa nel febbraio del 2005, in cui dichiaro’ apertamente di voler collaborare coll’Europa in un programma strategico globale, basato su valori comuni. Siamo dunque profondamente impegnati in Europa, a tal punto che un anno e mezzo dopo quella missione di Bush possiamo dire che i rapporti Usa-UE non sono mai stati cosi’ stretti, e di cosi’ ampia portata.”

EuroNews: L’Iraq è ancora un fattore di divisione tra alcuni paesi dell’Unione Europea e gli Stati Uniti?

KV: “Collaboriamo con l’Unione Europea, coi suoi stati membri e i suoi alleati ancora fuori dall’Unione. C‘è un generale accordo a sostegno della nostra politica per la sicurezza, la democrazia e la stabilità in Iraq per il bene del popolo iracheno. E non vi sono divergenze sugli obiettivi che stiamo tentando di raggiungere.
Quanto alle ragioni che ci hanno portato in Iraq, oggi contano meno delle iniziative mirate a sostenere questo governo. Naturalmente vorremmo poter ritirare un giorno i nostri soldati, vorremmo vedere l’Iraq reggersi sulle sue gambe. Per questo occorre una democrazia stabile. Non vorremmo mantenere per sempre le nostre truppe laggiu’. Altri paesi, a loro volta, stanno aggiustando il tiro.
Con Berlusconi l’Italia ha detto che avrebbe progressivamente ritirato i suoi soldati. L’attuale premier Prodi lo farà. Questi ha anche detto che continuerà a sostenere la democrazia e lo sviluppo dell’Iraq tramite gli aiuti alla ricostruzione, fornendo inoltre uomini addetti alla sicurezza in grado di svolgere adeguatamente tale funzione.”

EuroNews: La questione iraniana potrebbe essere l’occasione per Stati Uniti e Unione Europea di trovare una posizione comune rispetto ad altre questioni in Medioriente?

KV: “Direi che se un problema c‘è, questo riguarda il programma nucleare iraniano; non vi è una dimensione regionale piu’ ampia. Il regime di Teheran insiste chiaramente per poter disporre dell’intero ciclo legato al combustibile nucleare. In base ai dati a nostra conoscenza questo rivela l’intenzione di dotarsi di armi nucleari. Una valutazione, la nostra, condivisa anche dalla Troika Europea, ossia Francia, Gran Bretagna e Germania.
La nostra posizione si basa sulle valutazioni dell’Aiea, e del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, in collaborazione con Russia e Cina.”

EuroNews: E gli Stati Uniti non temono che un giorno l’Unione Europea possa decidere di trattare con Hamas?

KV: “Secondo qualcuno in Europa i Venticinque non avrebbero avuto una posizione comune a riguardo. In realtà la politica del cosiddetto Quartetto, di cui l’Unione Europea è membro fondamentale, è ampiamente condivisa, ed è quella che stiamo attuando oggi. Per cui il dibattito resta aperto, come in tutte le società libere, in Europa e negli Stati Uniti, ma c‘è una linea comune. E sono piacevolmente sorpreso di come Europa e Usa procedano fianco a fianco per attuare insieme tale linea politica.”

EuroNews: Ritiene che Unione Europea e Stati Uniti possano intraprendere un’azione congiunta nei rapporti con la Russia?

“Spero davvero di si’. Ritengo anzi che tutti abbiano interesse perché il combustibile venga fornito in modo trasparente, affidabile e sicuro per produttori e consumatori. Un obiettivo che contiamo di realizzare diversificando i fornitori, scoraggiando i monopoli, affidandoci a fonti diverse di energia, attraverso nuove vie di approvvigionamento, e sviluppando forme di combustibili alternativi. In sostanza, attuando quel programma per l’energia voluto dall’Unione Europea.
Ritengo pero’ che quel che Bruxelles e Washington possono fare insieme è di elevare il profilo dell’intera questione energetica, di discuterne ai massimi livelli, spingendo quindi il settore ad andare in tale direzione. Tutto questo in uno spirito di cooperazione, anche con paesi fornitori come la Russia.”

EuroNews: Che ne pensa della cosiddetta “depressione post allargamento”, sempre piu’ diffusa in Europa negli ultimi due anni?

KV: “E’ un peccato che il dibattito sull’allargamento abbia assunto questi toni, anche perché sul lungo periodo l’ampliamento dell’Unione Europea rappresenterà un enorme successo storico. Ha permesso di compiere enormi passi avanti in termini di libertà, democrazia, economia di mercato e sicurezza in mezza Europa altrimenti impossibili. Un lavoro non ancora terminato, pero’. Vorremmo anzi veder rafforzate democrazia e sicurezza in alcune parti d’Europa: e i Balcani sono la prima zona che ci viene in mente.”