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Somalia, i "Tribunali islamici" chiamano alla guerra "contro gliinfedeli"

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Somalia, i "Tribunali islamici" chiamano alla guerra "contro gliinfedeli"

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Un appello alla guerra contro gli infedeli, sostenuti e armati dagli Stati Uniti, è stato lanciato, in Somalia, dal principale esponente religioso musulmano, lo sceicco Nur Barud. Secondo molti, potrebbe trattarsi della ripresa del conflitto armato che da mesi contrappone le formazioni dei capi tribali ai miliziani del Tribunale islamico, che si battono per imporre al paese la sharia.

Dopo aver conquistato il controllo della capitale Mogadiscio, i fondamentalisti sono radunati vicino Johwar, dove attendono di riprendere il confronto. Preoccupazione per l’accresciuta instabilità del paese africano è stata espressa anche dal presidente Usa George Bush. “La nostra prima preoccupazione è di evitare che quello diventi un covo per al-Qaida”, ha detto. Per l’ex colonia italiana, sconvolta negli anni Novanta da una violenta guerra civile, però, il rischio più concreto è quello dell’esplosione del conflitto interetnico. Una possibilità presa in conto anche dai signori della guerra, mai così attivi come in questi giorni. Uno di loro, Abdirashid Shire Ilkeyte, è stato arrestato in Kenia, dove era arrivato qualche giorno fa, dopo la battaglia per il controllo di Mogadiscio.