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Timor est, assaltati i magazzini della Fao. Continuano le violenze

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Timor est, assaltati i magazzini della Fao. Continuano le violenze

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Continuano i disordini per le strade di Dili, la capitale dello stato di Timor est, dove da settimane sono in atto aspre manifestazioni per ottenere le dimissioni del premier Alkatiri. Stamane centinaia di persone hanno preso d’assalto depositi e magazzini, tra i quali quelli della Fao, per impadronirsi di ogni cosa.

Più tardi, un corteo di automobili che tentava di entrare nel centro della capitale è stato bloccato dalle autorità che hanno però consentito, dopo l’intervento del presidente Gusmao, l’accesso a piedi. L’ondata di violenza di queste settimane è la più grave dal 1999 quando si mise fine a 24 anni di occupazione indonesiana con l’invio nel Paese di un contingente di caschi blu dell’Onu. Negli ultimi mesi si calcola che almeno 30 persone siano rimaste uccise e più di centomila costrette a lasciare le proprie case in conseguenza degli attacchi delle bande armate. I 2000 soldati sotto mandato delle Nazioni Unite, tra cui truppe dalla Nuova Zelanda, dalla Malaysia e dal Portogallo, non riescono a garantire l’ordine pubblico. Per questo il ministro degli esteri australiano Downer ha presentato un piano per una nuova missione Onu nel paese. Infine, nonostante l’invio di aiuti umanitari, si fa più difficile la situazione nei 50 campi profughi sorti rapidamente alle porte delle città.