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Iraq, forse una pista locale per l'attentato ai soldati italiani

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Iraq, forse una pista locale per l'attentato ai soldati italiani

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Resta sempre in prognosi riservata Luca Daga, caporalmaggiore del contingente italiano in Iraq, il più grave dei quattro feriti nell’attentato di ieri nel quale è rimasto ucciso un suo commilitone, Alessandro Pibiri.

Daga è stato operato per le lesioni a un occhio. Nessuno dei feriti tuttavia è giudicato in pericolo di vita. Proseguono intanto le verifiche per accertare l’esatta dinamica dell’attacco, compiuto al passaggio di una autocolonna britannica alla quale gli italiani assicuravano una scorta. Scena dell’attentato una strada a 120 chilometri da Nassirya, dove gli italiani – che nella missione irachena operano alle dipendenze del corpo di spedizione britannico – hanno installato il loro quartier generale. Secondo fonti dell’intelligence militare italiana l’attacco sarebbe legato a piste locali, in una zona a grande prevalenza sciita. In più l’ordigno usato sarebbe una comune bomba di facile costruzione. In Italia, dove il nuovo episodio di guerra ha rinfocolato il dibattito sul ritiro del contingente – previsto comunque entro la fine dell’anno – il capo del governo, Romano Prodi, nel pomeriggio riferirà al parlamento.