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I palestinesi andranno al voto per decidere se riconoscere Israele

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I palestinesi andranno al voto per decidere se riconoscere Israele

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Ultimatum scaduto: i palestinesi andranno al referendum per decidere se riconoscere o no lo stato d’Israele. In rotta con il governo degli islamici radicali di Hamas, il presidente dell’autorità nazionale Mahmoud Abbas annuncerà oggi la data della consultazione popolare.

Per l’organizzazione ci vorranno almeno 40 giorni, nel corso dei quali non si esclude che si possa raggiungere un compromesso che renda superfluo il voto. Il 25 maggio Abbas aveva sottoposto un documento redatto da alcuni palestinesi detenuti in Israele che preconizzava la fine degli attentati e il riconoscimento implicito dello stato ebraico. Diversi leader politici, fra cui Hanan Ashrawi, che fino alla mezzanotte di ieri speravano in una soluzione costruttiva hanno manifestato delusione per l’epilogo delle trattative. Il partito Hamas è piccato per l’idea del referendum che giudica un tentativo incostituzionale di delegittimare il governo eletto democraticamente. Per il movimento i giochi sono comunque ancora aperti, come ha detto un dirigente, Khalil al-Haya: “Invitiamo tutti i fratelli delle fazioni palestinesi ad abbandonare l’idea che il dialogo sia fallito. C‘è ancora molto tempo per riprendere un dialogo serio e giungere ad un accordo nazionale”. Un accordo reso tanto più urgente dalla situazione nei Territori dove ai raid israeliani si aggiungono le tensioni, al limite della guerra civile, tra opposte fazioni, alimentate dal malcontento per gli stipendi non pagati. Anche se ieri a circa un quarto dei dipendenti il governo palestinese è riuscito a versare un mese d’acconto.