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Attentati del 7 Luglio, Londra fa autocritica per i ritardi nei soccorsi

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Attentati del 7 Luglio, Londra fa autocritica per i ritardi nei soccorsi

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Sistemi di comunicazione inadeguati, materiale sanitario venuto a mancare, scelte strategiche sbagliate: un rapporto delle autorità locali londinesi ha sottolineato quello che non ha funzionato e le mancanze nei soccorsi dopo i quattro attentati kamikaze del sette luglio scorso che fecero 52 morti e oltre 700 feriti.

Il comandante dei vigili del fuoco di Londra, Ken Knight, si difende: “Non penso che abbiamo abbandonato le vittime. Probabilmente abbiamo salvato altrettante vite di quante ne abbiano strappate gli attentatori”. Le radio e i cellulari del personale impegnato sottoterra nella maggior parte dei casi non riuscivano a comunicare con l’esterno. Un problema che dovrebbe essere tamponato entro il 2007 e risolto entro il 2008. Ma l’esperienza ha insegnato molto, secondo il vicecapo della polizia Alan Brown: “Se da un punto di vista tecnico non ci sono stati cambiamenti, abbiamo definito alcune procedure: le stesse apparecchiature ora verrebbero usate meglio e siamo convinti che se si ripresentasse una situazione simile la risposta in termini di comunicazione sarebbe migliore”. Sotto accusa anche la scelta degli ospedali più attrezzati a discapito di altri più vicini. In un caso la prima ambulanza arrivò 40 minuti dopo l’esplosione, 20 minuti dopo che la polizia aveva già contato 200 vittime.