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Gli attentati di Londra del luglio 2005: sotto accusa i soccorsi

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Gli attentati di Londra del luglio 2005: sotto accusa i soccorsi

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Pieni di buone intenzioni ma poco efficienti. Questo il bilancio di un’apposita commissione d’inchiesta disposta dall’Assemblea municipale di Londra sui soccorsi prestati subito dopo gli attentati nella capitale inglese il 7 luglio dello scorso anno. L’esplosione di quattro bombe su un autobus e tre treni della metropolitana aveva causato la morte di 56 persone e il ferimento di altre 700.

Nel ventunesimo secolo in una delle città piu’ tecnologicamente avanzate del mondo, ha dichiarato il capo della Commissione Richard Barnes, è inaccettabile che i soccorsi abbiano dovuto fare ricorso a persone di fortuna per comunicare fra loro. L’interruzione dei segnali radio e della rete telefonica avrebbe impedito ai soccorritori in metropolitana di accelerare l’intervento delle ambulanze che sarebbero cominciate ad arrivare solo 40 minuti dopo le esplosioni. Tutto il contrario insomma di quanto dichiarato in quei giorni dal sindaco di Londra Ken Livingstone. L’inchiesta, aperta nel settembre 2005, su richiesta delle vittime e dei superstiti ha registrato un leggero miglioramento nei mesi successivi agli attentati soprattutto nel servizio delle ambulanze ma molto ancora resta da fare.