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Il governo irakeno di Al Màliki ha chiesto le scuse ufficiali degli Stati Uniti

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Il governo irakeno di Al Màliki ha chiesto le scuse ufficiali degli Stati Uniti

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e si prepara ad avviare una sua inchiesta dopo le dichiarazioni di stamattina delle autorità americane sull’eccidio di Ichaki nel nord del Paese.

Nella strage, lo ricordiamo, avvenuta lo scorso 15 marzo in un villaggio ad un’ottantina di km da Bagdad, hanno perso la vita 13 persone tra cui almeno quattro bambini.E oggi le dichiarazioni del Generale William Cadwell hanno lasciato l’Iraq e la comunità internazionale di stucco: “L’accusa che le nostre truppe abbiano trucidato un’ intera famiglia all’interno della propria abitazione e che poi abbiano bombardato l’area per nascondere il fatto è assolutamente falsa” I soldati, insomma, non avrebbero ucciso deliberatamente ma sarebbero stati costretti ad attaccare perchè colpiti a loro volta da fuoco nemico.Intanto i familiari delle vittime si sono visti rifiutare la richiesta di esumazione delle salme che avrebbe, invece, potuto chiarire molti dubbi ancora aperti, soprattutto dopo la diffusione della BBC delle immagini shock dei corpi. E aperto resta anche il caso di Hadita, il villaggio nell’ovest del’Iraq dove lo scorso 19 novembre furono uccisi una ventina di civili. Secondo un legale, che rappresenta le famiglie delle vittime, tre o quattro militari americani avrebbero compiuto le esecuzioni mentre gli altri avrebbero aspettato fuori dalle abitazioni.