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L'Onu intensifica l'impegno per i profughi del Timor Est

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L'Onu intensifica l'impegno per i profughi del Timor Est

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Le Nazioni Unite organizzeranno un ponte aereo con il Timor Est per portare acqua, cibo e sistemazioni di fortuna alle circa 65.000 persone che sono fuggite dalle loro case dopo i disordini degli ultimi giorni.

Il Paese asiatico è stato messo a soqquadro dagli scontri per bande che si sono aggiunti alla ribellione di seicento militari, circa il quaranta per cento dell’esercito nazionale, opposti al primo ministro Mari Alkatiri. La decisione del presidente della repubblica ed eroe dell’indipendenza Xanana Gusmao di licenziare i ministri della difesa e dell’interno e di avocare a sé la responsabilità per la sicurezza, non sembra aver riportato la calma. Incidenti sporadici, pur senza vittime, si sono ripetuti anche ieri nella capitale Dili, dove sono stati appiccati alcuni incendi. A Timor Est sono già schierati 2.250 soldati australiani, neozelandesi e del Myanmar. A questi si aggiungeranno solo domani centoventi militari portoghesi, il cui arrivo è stato ritardato di un giorno per problemi legati agli orari di apertura dell’aeroporto locale. Gli ultimi disordini sono di grave imbarazzo per il governo del Timor orientale, che nel 2002 ha ottenuto la piena indipendenza dall’Indonesia.