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Saakashvili: "Quello che conta sono i diritti umani. Poi, potremo trovare un accordo sull'Abkazia"

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Saakashvili: "Quello che conta sono i diritti umani. Poi, potremo trovare un accordo sull'Abkazia"

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Il presidente georgiano Mikhail Saakashvili ha riaffermato l’orientamento filo-occidentale del suo paese all’assemblea parlamentare della Nato che si è riunita a Parigi questa settimana. A EuroNews Saakashvili ha parlato del percorso della Georgia verso l’Alleanza Atlantica, dei rapporti con la Russia, di energia, di libero commercio, di diritti umani e del piano di pace che punta a riconciliare la Georgia con l’indipendentista Abkazia.

EuroNews: La Nato come valuta gli sforzi della Georgia a conformarsi agli standard dell’Alleanza?

Mickhail Saakashvili: Dal punto di vista dei risultati concreti, non ci sono grosse preoccupazioni sulla Georgia. Dicono che, sul versante della riforma dell’esercito e su altri aspetti della nostra evoluzione, ci stiamo comportando molto bene. Naturalmente, è un processo molto più ampio, e quel che conta è la dimensione politica.

EuroNews: Alcuni esperti di difesa rilevano una mancanza di trasparenza nelle vostre riforme, soprattutto nelle spese militari. Come si può garantire un controllo indipendente?

Mickhail Saakashvili: La nostra è una democrazia, e noi dobbiamo rendere conto ai nostri connazionali. Sono loro che hanno bisogno di sapere se il denaro è usato per spese militari piuttosto che per il loro sviluppo sociale, se questo denaro è davvero speso bene. Siamo sotto esame più all’interno che dall’esterno.

EuroNews: L’Occidente ha espresso preoccupazione per presunte violazioni dei diritti umani da parte delle forze di polizia. Una Ong georgiana ha detto che “Il governo non ha la volontà di indagare sui casi controversi”.

Michail Saakashvili: Se c‘è una riforma che ha davvero funzionato in Georgia, è la riforma del ministero dell’interno. Era il ministero più corrotto e meno trasparente che si possa immaginare. Ora la Georgia si colloca fra i tre paesi meno corrotti d’Europa, e questo non lo dico io, ma la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. Human Rights Watch e Freedom House hanno segnalato i continui progressi nel campo dei diritti umani.

EuroNews: Al vertice di Kiev, il gruppo Guam si è trasformato in Organizzazione per lo Sviluppo Democratico ed Economico. Il presidente ucraino ha detto che il gruppo non si occuperà solo di energia e trasporti, ma anche di sicurezza. Che cosa significa?

Michail Saakashvili: Abbiamo progetti interessanti con la Nato e vorremmo sviluppare ulteriormente questi piuttosto che creare qualcos’altro. Vorremmo rendere le cose più facili, non solo per noi ma anche per l’Europa, per coinvolgere di più gli europei, in modo che gli europei abbiano più facile accesso ai mercati energetici, e in generale per aiutare l’Europa a essere molto più presente nella nostra regione.

EuroNews: Lei ha detto ai suoi partner europei che la Russia non è un fornitore d’energia pericoloso, se ci sono alternative. Tuttavia il Gasdotto nord-europeo renderà l’Europa più dipendente dalla Russia…

Michail Saakashvili: Non è possibile escludere la Russia, perché la Russia è il fornitore più importante. La Russia deve continuare a far parte del gioco, deve essere rispettata, deve essere coinvolta, ma coinvolta sulla base dei principi di mercato, sulla base della libertà di prendere delle decisioni non solo per i fornitori ma anche per i clienti, e allora tutto avrà un aspetto molto migliore.

EuroNews: State valutando l’ipotesi di abbandonare la Comunità di Stati Indipendenti. Non sarebbe un suicidio economico, visto che la Russia è un importante partner commerciale?

Michail Saakashvili: Se non ricaviamo nessun beneficio dall’appartenenza a un gruppo, dobbiamo dirlo chiaramente. Purtroppo la Csi non è più una zona di libero scambio. È fondamentalmente commercio non libero, è una zona che presenta ostacoli nell’autorizzazione dei visti, negli scambi, embarghi commerciali, i nostri vini sono stati bloccati, la nostra acqua minerale è stata bloccata, le esportazioni agricole ucraine sono state bloccate, la Moldova ha avuto gli stessi problemi. La Csi non è più un forum usato bene, perché la maggior parte dei meeting sembrano riunioni di burocrati vecchio stile piuttosto che incontri fra pari.

EuroNews: Il governo autoproclamato dell’Abkazia ha presentato un piano di pace che prevede l’indipendenza dell’Abkazia dalla Georgia e chiede a Tiblisi di scusarsi per la sua “politica di guerra, assimilazione e isolamento”. Che cosa risponde?

Michail Saakashvili: Hanno espulso tutta la popolazione georgiana, 300 mila persone, e ora dicono: “faremo un referendum e le elezioni e per prima cosa ci staccheremo dalla Georgia e poi non permetteremo a nessuno che viveva qui prima di tornarci”. Che razza di democrazia da cannibali è questa?

EuroNews: È necessario che Abkazia e Ossezia del Sud abbiano uno status chiaro prima di avviare negoziati su altre questioni come quella dei rifugiati e della cooperazione economica?

Michail Saakashvili: Credo che non dovremmo affrettarci a definire elementi politici, ma prima di tutto dovremmo riconoscere i princìpi. E i princìpi dovrebbero essere basati su un concetto fondamentale: i diritti umani. I diritti umani sono al di sopra di tutto. Non si possono espellere le persone, non si possono espropriare i loro beni, non si può punire qualcuno per l’appartenenza a una certa etnia, e non si possono legittimare questi comportamenti. Una volta che questi diritti saranno rispettati, sono sicuro che riusciremo a raggiungere un accordo. La mia filosofia è quella di Robert Schuman: se non puoi attaccare un problema frontalmente, giraci intorno, crea prosperità, sviluppo, e poi usali.