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Milinkevitch a EuroNews: "La Russia è un nostro partner strategico"

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Milinkevitch a EuroNews: "La Russia è un nostro partner strategico"

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Abbiamo incontrato a Parigi il leader dell’opposizione bielorussa Alexandre Milinkevitch. Alle presidenziali del 19 marzo scorso ha ottenuto, secondo le fonti ufficiali, il 6% dei voti. Il presidente Alexandre Loukachenko è stato proclamato vincitore con l’82,6% dei consensi. Fonti indipendenti attribuiscono a Milinkevitch un terzo dei voti. I suoi sostenitori hanno denunciato brogli e organizzato manifestazioni di protesta.

EURONEWS: Benvenuto a EuroNews. Che cosa l’ha spinta a intraprendere questo viaggio in Francia?

MILINKEVITCH: Sono stato invitato dall’assemblea parlamentare della Nato che sta esaminando i dossier bielorusso e ucraino. Ho illustrato la situazione in Bielorussia dopo le elezioni e spiegato le prospettive di trasformazione democratica nel nostro paese.

EURONEWS: Dopo le elezioni, lei è stato arrestato. Si è parlato di massicce rappresaglie a Minsk. Quale la sua analisi della situazione dopo le presidenziali?

MILINKEVITCH: Il potere non si aspettava un simile successo dell’opposizione alle elezioni, direi piuttoso alle “pseudoelezioni” presidenziali. Molta gente ci ha sostenuto. Prima delle elezioni ero accreditato dell’1,5%-2% di consensi. Ma alle elezioni, secondo i dati in nostro possesso, ho ricevuto un terzo dei voti. Evidentemente il potere non si aspettava un risultato del genere e ha risposto con una politica di rappresaglie. Un migliaio di persone, secondo le nostre informazioni anche di piú, è stato arrestato. Si è trattato di fermi di polizia di 7, 10, 15 giorni. É cosí che il potere ha perduto il contatto con la popolazione. Anche con coloro che, in apparenza, appoggiano il potere attuale.

EURONEWS: Lei si è presentato a queste presidenziali come leader di un’opposizione democratica unita ma ci sono altri leader dell’opposizione, come Alexandre Kozouline o Zenon Pozdnyak. Che cosa ha impedito all’opposizione di essere tutta unita?

MILINKEVITCH: Abbiamo sempre detto che la soluzione migliore sarebbe stata quella che tutte le forze democratiche costituissero un unico fronte unitario. Io e i miei alleati abbiamo fatto tutto il possibile per unificare l’opposizione. Ma alcuni non ci sono stati. La nostra coalizione conta 10 partiti e alcune associazioni. Ma il partito di Zenon Pozdnyak e quello di Alexandre Kozouline non hanno accettato di farne parte. É un loro diritto, ma trovo che questa scelta abbia indebolito la nostra lotta per la democrazia. In Ucraina, per esempio, c’erano piú di 20 candidati, ma si parlava solo di 2, quelli che erano maggiormente sostenuti dalle forze democratiche o dal potere.

EURONEWS: Le difficoltà che incontrano l’Ucraina e la Georgia dopo le rivoluzioni dei colori non scoraggiano gli elettori bielorussi nello sforzo verso la democrazia?

MILINKEVITCH: In effetti ció che succede in Ucraina, che è la piú vicina a noi, è molto importante. Da un punto di vista democratico i cambiamenti che ci sono stati dopo i noti fatti sono considerevoli: la stampa è diventata piú libera, le elezioni sono democratiche, ma sono necessari anche dei successi economici. Per molti è la cosa piú importante. In Bielorussia, il potere mostra solo gli aspetti piú negativi di ció che succede in Ucraina. Quelli positivi come per esempio l’aumento delle pensioni o delle borse di studio o degli stipendi, vengono mostrati meno. Tuttavia i progressi restano insufficienti, ne vorremmo di piú.

EURONEWS: Parliamo di economia. Dal primo gennaio prossimo Gazprom triplicherà il prezzo del gas alla Bielorussia. Non pensa che questo sia un attacco mortale del Cremlino al regime di Loukachenko?

MILINKEVITCH: Innanzitutto devo ammettere che il cosiddetto miracolo economico bielorusso è dovuto al prezzo basso del gas e del petrolio. La Bielorussia va incontro a tempi difficili e noi lo avevamo previsto. La Russia non puó permettersi di mantenare per sempre i prezzi bassi. Soprattutto perchè vuole entrare nell’OMC e questo le impone alcuni obblighi. Dovevamo prepararci a quel momento ma non abbiamo fatto nulla. Non credo che la Russia voglia provocare una crisi in Bielorussia. Questi aumenti sono destinati ad affossare la nostra economia. Non faccio parte dei politici che pensano: “Tanto peggio se tutto va male, l’importante è che vada bene per la nostra parte. La gente scende in strada, è un nostro successo e noi li guideremo su un cavallo bianco”. Non vogliamo assolutamente una situazione del genere. Vogliamo solo delle elezioni corrette e democratiche, è il nostro principale obiettivo. Spero che la Bielorussia trovi un compromesso con la Russia e che i prezzi aumentino progressivamente.

EURONEWS: Chi sono, secondo lei, i principali alleati dell’opposizione bielorussa?

MILINKEVITCH: A dire la verità noi contiano innanzitutto su noi stessi. Sappiamo che spetta a noi rendere democratico il nostro paese. Ma la solidarietà è molto importante per noi, perchè sono in gioco conquiste importanti: la democrazia, i diritti dell’uomo, la libertà. E oggi noi abbiamo il sostegno dei paesi democratici europei. Anche Stati Uniti, Canada e Giappone ci appoggiano.

Il sostegno della Russia sarà molto importante per noi, lo cerchiamo. La mia prima visita dopo essere stato indicato come candidato dell’opposizione alle elezioni è stata a Mosca. Per me è stata una questione di principio. Perchè a Mosca fanno circolare la leggenda che noi rappresentiamo le forze antirusse. Ma non ci sono vere forze antirusse sullo scenario politico bielorusso. Non esiste alcuna russofobia. Vogliamo che la Russia mantenga contatti con noi e con il potere. Perchè il futuro ci appartiene, i giovani ci incoraggiano, come gli intellettuali e tutti coloro che sono piú attivi. E noi, come è sempre stato, consideriamo la Russia un partner strategico per il nostro paese.

EURONEWS: Grazie

MILINKEVITCH: Grazie a voi.