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Aiuti insufficienti nelle aree disastrate dell'Indonesia

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Aiuti insufficienti nelle aree disastrate dell'Indonesia

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Gli aiuti stanno giungendo a destinazione anche in alcune delle zone più inaccessibili dell’Indonesia ma non dappertutto. Il reponsabile dell’Unicef a Yogyakarta parla di arrivi insufficienti per soddisfare le esigenze delle 120.000 persone che a causa del terremoto di sabato dipendono dall’assistenza esterna del governo o dei donatori internazionali. Servono soprattutto acqua potabile e ripari.

Le autorità indonesiane, dopo lo tsunami del 2004, questa volta sono riuscite velocemente a ripristinare servizi come l’elettricità nelle zone sinistrate ma è di scarso sollievo per le migliaia di persone che sopravvivono in sistemazioni di fortuna accanto alle macerie delle loro case. Le speranze di trovare ancora superstiti sono praticamente svanite. E con il passare delle ore, e il ritrovamento di nuovi corpi senza vita, il bilancio delle vittime è salito a oltre 5.800. Nell’area di Bantul, la più toccata dal sisma, circa l’80% delle costruzioni sono andate distrutte. L’organismo dell’Onu per la prevenzione delle catastrofi lancerà a giugno una campagna per l’applicazione in tutto il mondo di misure antisismiche almeno per gli edifici scolastici.