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Un accordo all'Ue rimette in pista la "direttiva Bolkestein"

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Un accordo all'Ue rimette in pista la "direttiva Bolkestein"

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Per l’“idraulico polacco” si apriranno presto le porte dell’Europa. Si è sbloccata infatti la controversa direttiva Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi nell’Unione europea. Dopo un lungo dibattito, i 25 hanno approvato con una sola astensione un documento di compromesso, che spiana la strada all’adozione della misura in sede parlamentare già nel prossimo autunno.

L’intesa riprende quasi interamente i termini del compromesso raggiunto a febbraio scorso, quando l’assemblea di Strasburgo rinviò il provvedimento. “Non erano in molti a credere nella possibilità di un accordo in tempo utile”, dice il Commissario per il mercato interno Mac Creevy, che ha dichiarato la propria soddisfazione per essere riusciti a evitare una rottura coi nuovi paesi membri. In base al compromesso raggiunto lunedi, la direttiva promossa dall’ultraliberale ed ex commissario europeo Fritz Bolkestein, cambia faccia. Il termine per la sua adozione nelle legislazioni nazionali sale a tre anni durante i quali verranno monitorate tutte le norme potenzialmente in contrasto con la direttiva. E’ stato così aggirato il punto critico principale, il criterio del “paese d’origine”, secondo cui un lavoratore impegnato in un qualsiasi paese dell’Unione rimane soggetto alla legislazione del suo stato di provenienza.