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I primi soccorsi a Giava: ma non tutti i terremotati sono stati raggiunti

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I primi soccorsi a Giava: ma non tutti i terremotati sono stati raggiunti

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Centinaia di tonnellate di alimenti, acqua, tende, e medicinali sono arrivati nell’isola di Giava.Sono due le priorità: curare i feriti e nutrire i superstiti.

Le speranze di trovare ancora qualcuno in vita sotto le macerie sono quasi nulle. L’ultimo bilancio del sisma che ha colpito l’isola di Giava parla di oltre 5400 morti, mentre 130 mila sono i senza tetto. Per oggi sono attesi altri due aerei del Programma mondiale alimentare, uno è in arrivo dall’Italia con 40 tonnellate di beni di prima necessità. Malgrado la macchina della solidarietà internazionale si sia subito messa in moto, non ancora tutti i sinistrati sono stati raggiunti dai soccorsi. Alcuni hanno passato la terza notte all’addiacio, mentre la pioggia battente ha dato il colpo di grazia a quel poco che erano risuciti a salvare dopo il terremoto. L’Onu ha previsto di montare d’urgenza tre ospedali da campo, le cliniche locali sono sovraccariche di feriti e le equipe mediche non sono sufficienti. Le autorità locali hanno annunciato che 200 mila rupie, l’equivalente di 21 dollari, saranno destinate a tutti i terremotati, mentre chi non ha più una casa o chi ha subito notevoli danni sarà indennizzato.