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Indonesia: oltre 3.000 morti per il sisma sull'isola di Java

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Indonesia: oltre 3.000 morti per il sisma sull'isola di Java

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Più di 3.000 morti, migliaia di feriti, decine di migliaia di senzatetto: è un disastro immane, secondo solo, in tempi recenti, allo tsunami del dicembre 2004, che aveva ucciso oltre 160.000 persone. Il terremoto ha colpito l’isola di Java quando la gran parte della popolazione dormiva, poco prima delle sei di mattina, ora locale. Nel giro di poche ore, non c’era più posto negli ospedali per accogliere i feriti ed ammassare i morti. E si è cominciato subito a seppellire i cadaveri già identificati. Per i superstiti, è scattata la solidarietà internazionale: la protezione civile italiana ha già disposto l’invio di 27 tonnellate tra tende, pompe, unità di purificazione per l’acqua, viveri e medicinali. Aiuti di prima urgenza sono già stati inviati anche da Francia, Russia, Regno Unito, ed altri paesi. L’epicentro è stato localizzato a 35 km da Yogyakarta, popolosa città dell’isola di Java, la più affollata dell’Indonesia. La scossa più violenta ha toccato i 6,2 gradi della scala Richter: non è una cosa eccezionale, secondo i sismologi, ma i danni sono enormi perché si tratta di una zona ad alta densità abitativa e bassa qualità delle costruzioni. E anche perché l’epicentro è a scarsa profondità, rispetto alla crosta terrestre. La zona maggiormente colpita è quella dei distretti di Bantul e Kulonprogo, a sud di Yogyakarta, il cui aeroporto, gravemente danneggiato, è stato chiuso. I soccorsi sono complicati anche dall’interruzione di molte linee elettriche e telefoniche.