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Vladimir Chizhov, ambasciatore russo all'UE:"Piú collaborazione, ma non adesione"

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Vladimir Chizhov, ambasciatore russo all'UE:"Piú collaborazione, ma non adesione"

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Quest’anno potrebbe essere definito l’anno della diplomazia russa. Mosca presiede il G8 e il Consiglio d’Europa, la piú antica istituzione europea. Questo giovedí la Russia ospita il diciassettesimo vertice bilaterale con l’Unione europea. EuroNews ha discusso i principali temi di dibattito tra Mosca e Bruxelles con l’ambasciatore russo all’Unione europea, Vladimir Chizhov.

EuroNews: “La sicurezza energetica è al centro del vertice euro-russo di giovedí. Il gigante russo Gazprom recentemente ha dichiarato che cercherà altri mercati, se l’Unione europea impedirà al gruppo di ottenere accesso al mercato della distribuizione di energia. Queste dichiarazioni sono state percepite come una minaccia da molti stati membri…..”

Chizhov: “Penso che quello che è stato detto delinei bene come deve essere visto il mercato mondiale dell’energia. Ci sono paesi come la Russia che oggi forniscono energia al mercato internazionale e ci sono paesi che la consumano. Non intendo parlare solo dell’Europa, ma anche della Cina, la cui economia sta crescendo ad un ritmo vertiginoso, e poi del Giappone, Corea del Sud, India e Stati Uniti. Quindi non è corretto dire che qualcuno sta ricattando qualcun altro o privandolo di qualcosa.
Il mercato dell’energia non è come il mercato della frutta e della verdura, dove è possibile portare i legumi la mattina, venderli ed avere i soldi la sera.
E’ un settore economico che richiede enormi investimenti a lungo termine”.

EuroNews: “Ci sono divergenze tra Unione europea e Russia su questioni di attualità internazionale come il progamma nucleare dell’Iran, i negoziati in Medioriente con il governo di Hamas, e lo status del Kosovo. Deve essere indipendente o no?”

Chizhov: “Iniziamo con il programma nucleare dell’Iran. Non abbiamo divergenze profonde con l’Unione europea su questo punto. Inoltre le posso dire che la troika europea, Gran Bretagna, Francia e Germania, coordina con la Russia i negoziati e la tattica da utilizzare con l’Iran. Abbiamo gli stessi obiettivi strategici. L’obiettivo principale è non indebolire gli accordi di non proliferazione delle armi nucleari.

Parliamo ora di Hamas. Qui sí, ci sono delle differenze. Prima di tutto l’Unione europea considera Hamas un’organizzazione terroristica, mentre la Russia no. E la Russia non è isolata in questo contesto. Non sono terroristi nemmeno per le Nazioni Unite, il Giappone e la Norvegia, ad esempio.

Sul Kosovo, c‘è un gruppo di contatto di cui fanno parte la Russia ed alcuni paesi europei.
La comunità internazionale è arrivata alla conclusione che tutti gli scenari sono possibili per lo status di questa terra. E l’indipendenza è solo uno di questi scenari. Un altro punto da sottolineare è che la regolarizzazione della situazione potrebbe essere positiva o negativa.
Se fosse possibile modificare lo status dando il massimo dell’autonomia al Kosovo, senza definirla come indipendenza, penso sarebbe positivo. Questo tipo di soluzione sarebbe un buon esempio per i territori non riconosciuti, compresi quelli che si trovano nello spazio post-sovietico.
Se il Kosovo avesse l’indipendenza e questa fosse riconosciuta dalla comunità internazionale, allora potremmo parlare di un precedente negativo perché coloro che parlano dell’unicità del caso kossovaro non hanno abbastanza argormenti”.

EuroNews: “Le ex repubbliche dell’Unione sovietica, membri dell’Unione europea dal 2004, hanno rivendicazioni nei confronti della Russia. E anche Mosca ha qualcosa da dire. E’ possibile risolvere la situazione nel quadro delle relazioni tra Unione europea e Russia?”

Chizhov: “La principale differenza tra le loro rivendicazioni e quelle della Russia è che le loro rivendicazioni fanno riferimento al passato e quelle della Russia si basano sul presente. Questo ad esempio include la posizione della minoranza di lingua russa in Lettonia ed Estonia. Questi problemi possono essere risolti nel quadro delle relazioni tra Russia e Unione europea? Noi pensiamo di sí. L’Unione europea ha obblighi politici”.

EuroNews: “L’accordo di partneriato e cooperazione tra la Russia e l’Unione Europea scade l’anno prossimo. Mosca vuole ora un accordo di maggiore qualità….”

Chizhov: “Mosca vorrebbe avere quello che chiamiano un partenariato strategico completo. Questo vuol dire un ampia collaborazione, ma non significa tuttavia che pensiamo all’adesione nell’Unione europea”.

EuroNews: “Quest’anno la Russia ha la presidenza del G8 e la settimana scorsa ha assunto quella del Consiglio d’Europa. Quali sono le priorità di Mosca?”

Chizhov: “Se parliamo del G8, le priorità di Mosca sono ben note, si parla di sicurezza energetica, lotta contro le malattie infettive e miglioramento del sistema di educazione su scala globale.

Per quanto riguarda il Consiglio d’Europa, la piú antica istituzione europea, la Russia si batterà “Per un’Europa Unita, senza linee di divisione”.
Questo vuol dire che non vogliamo trasformare il Consiglio d’Europa in un’organizzazione che si impegna solo sui problemi dei paesi che non fanno parte dell’Unione europea”.