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Timor Est nel caos, in arrivo forze australiane, neozelandesi e portoghesi

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Timor Est nel caos, in arrivo forze australiane, neozelandesi e portoghesi

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Timor Est chiede aiuto alla comunità internazionale per ristabilire l’ordine dopo le violenze delle ultime settimane. Da lunedì gli scontri fra militari disertori e lealisti hanno fatto almeno tre morti.
I civili non sono stati risparmiati dalle violenze scoppiate fuori dalla capitale Dili: diverse abitazioni sono state incendiate.
Iil ministro degli esteri Jose Ramos Horta ha chiesto l’intervento dei paesi amici: “Chiediamo l’assistenza di solide unità di polizia per aiutare le nostre forze di polizia a contenere la situazione. Ma anche la presenza di una forza di difesa piccola ma credibile”.
Le truppe australiane e neozelandesi arriveranno nei prossimi due giorni. Il Portogallo ha annunciato l’invio di 120 agenti della polizia militare.
I disordini sono scoppiati a fine aprile, quando una manifestazione in sostegno di 600 soldati disertori era finita nel sangue. Le forze di sicurezza avevano sparato sulla folla, alcune persone erano rimaste uccise. I soldati ribelli, circa un terzo degli effettivi di Timor Est, erano stati allontanati dall’esercito dopo aver disertato per protesta contro le discriminazioni etniche e per chiedere migliori condizioni di lavoro.
Il giorno dopo gli scontri migliaia di abitanti hanno abbandonato Dili, e Canberra ha invitato i cittadini australiani a lasciare il paese.
Un soldato lealista interpreta così la situazione: “La soluzione potrebbe essere sedersi intorno a un tavolo e parlarsi. Ma non vogliono. Non so perché”
È la più grave crisi per Timor Est da quando il paese ha raggiunto l’indipendenza, il 20 maggio 2002. Il presidente Xanana Gusmao ha annullato un viaggio in Cina.
L’ex colonia portoghese, dopo 24 anni di occupazione indonesiana, aveva votato l’indipendenza nel 1999. Erano allora dovute intervenire le forze Onu per mettere fine alle violenze delle milizie pro-Jakarta.