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Offensiva diplomatica spagnola per arginare gli sbarchi alle Canarie

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Offensiva diplomatica spagnola per arginare gli sbarchi alle Canarie

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Dopo un week-end di calma relativa sono ripresi ieri gli sbarchi di clandestini alle Isole Canarie. 78 africani sono arrivati nel porto di Los Cristianos, a sud di Tenerife. Per far fronte all’ondata di sbarchi, 7500 dall’inizio dell’anno, l’esecutivo regionale delle Canarie ha chiesto al governo spagnolo di blindare militarmente le coste con i mezzi della marina. E ha auspicato una maggiore implicazione dell’Unione europea.

Oggi la vice-premier Maria Teresa Fernandez de la Vega si recherà a Bruxellesper chiedere l’aiuto europeo nel controllo e nella gestione dell’immigrazione clandestina alle Canarie. L’offensiva diplomatica spagnola non si limita però solo all’Europa. Domenica il governo ha lanciato un’iniziativa denominata “Piano Africa”: un ambasciatore speciale è giunto in Senegal per coordinare una cellula diplomatica che ha come obiettivo di bloccare l’immigrazione alla fonte. “Lo scopo essenziale di questa missione – ha detto l’ambasciatore Mazarambroz – è l’organizzazione e il coordinamento delle misure tese a rinforzare la nostra presenza diplomatica in Africa occidentale”. Il presidente del Senegal si è impegnato ad accettare il rimpatrio dei clandestini se la Spagna finanzierà dei bacini di ritenzione dell’acqua per frenare la desertificazione del Paese.